Una città patrimonio dell’umanità che non riesce a comunicare con il mondo. Succede a Verona, dove la situazione legata alla chiusura dei monumenti – in primis l’Arena – si è trasformata in una giungla di informazioni contraddittorie e paradossi che mettono in seria difficoltà operatori turistici, guide e visitatori.
Il numero 045 7110129, indicato sul sito ufficiale della biglietteria online www.museiverona.com, fornisce indicazioni sbagliate. A denunciare l’accaduto sono le guide turistiche, costrette a svolgere il lavoro che spetterebbe all’amministrazione comunale: avvisare i tour operator che avevano prenotato una visita che alcuni monumenti sono chiusi.
L’Arena, simbolo della città, resterà chiusa fino a fine marzo. Ai pochi che hanno acquistato un biglietto viene concesso di entrare solo per pochi metri dal cancello 1 e fermarsi dietro a una transenna, da cui si vede – appena dieci metri più vicino – la stessa cavea visibile dall’esterno. Poi, dal 1° al 18 aprile, scatterà la chiusura totale.
Peccato però che, secondo l’operatore al telefono, “dal 12 al 18 aprile l’Arena è aperta e visitabile”. Una dichiarazione in totale contraddizione con quanto comunicato inizialmente dal Comune, secondo cui il monumento sarebbe stato “visibile, ma non visitabile”. Risultato? Confusione tra le agenzie di viaggio, che ora pensano che siano le guide a essere male informate, quando invece è l’opposto.
Il disagio non si ferma alla disorganizzazione. Durante la chiusura della Casa di Giulietta per lavori al tetto, qualcuno ha parcheggiato un camion proprio davanti alla statua di Giulietta, rendendola completamente invisibile ai turisti che, ignari, si fermavano a scattare foto. “Che Romeo fosse un camionista?” ironizzano alcuni, “Sarebbe comunque più credibile dell’Arena aperta”.
Le guide hanno scritto al sindaco e all’assessore competente chiedendo interventi immediati, ma finora silenzio assoluto. Nessuna risposta, nessuna correzione, nessuna formazione al personale incaricato di dare informazioni al pubblico.
Il danno d’immagine per Verona – e per tutto il suo comparto turistico – è evidente. In una città che vive anche di cultura e accoglienza, una gestione più attenta e professionale è quanto mai urgente.













