Risultati concreti nella sanità veneta sul fronte delle liste d’attesa. In meno di due anni, le prestazioni con priorità B (da garantire entro 10 giorni) sono state azzerate, mentre quelle con priorità D (entro 30 giorni) sono passate da 82.811 a 10.814 (-87%) e quelle con priorità P(60/90 giorni) sono scese da 74.489 a 17.381 (-77%).
A presentare questi dati è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, affiancato dall’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, che ha sottolineato il ruolo fondamentale di monitoraggi digitali, intelligenza artificiale e una gestione centralizzata nella riduzione dei tempi di attesa.
“Abbiamo lavorato su un sistema digitale di monitoraggio e analisi delle liste di attesa, sull’ottimizzazione della presa in carico del paziente, sulla collaborazione tra ospedali, specialisti e medici di base, oltre che sul potenziamento del personale sanitario” ha dichiarato Zaia.
Il nodo dei medici: mancano 3.500 professionisti in Veneto
Nonostante il miglioramento delle tempistiche, il presidente ha sottolineato come uno dei principali problemi resti la carenza di personale: “In Italia mancano 50mila medici, di cui 3.500 solo in Veneto. Nel 2024 abbiamo pubblicato 112 concorsi per dirigenti medici, ma su 814 posti disponibili ne sono stati coperti solo 197. Se avessimo più professionisti, riusciremmo ad abbattere le attese”.
Zaia ha quindi ribadito la necessità di eliminare il test di ingresso a Medicina e di consentire ai medici ospedalieri di proseguire il lavoro nel pubblico anche oltre l’età pensionabile.
Investimenti e responsabilizzazione dei cittadini
L’assessore Manuela Lanzarin ha evidenziato l’impegno economico della Regione per ridurre le attese: “Abbiamo destinato tutte le risorse disponibili del Fondo sanitario: 27 milioni nel 2023, oltre 48 milioni nel 2024 e altrettanti per il 2025”.
Parte di questi fondi sono stati impiegati per prestazioni aggiuntive del personale sanitario e per aumentare il budget per il privato accreditato. Inoltre, è stata attivata una campagna per responsabilizzare i cittadini: “Chi ha una prescrizione ha sei mesi di tempo per prenotare e deve annullare con almeno due giorni di anticipo per liberare il posto ad altri pazienti”.
La strategia veneta, dunque, punta su una gestione più efficiente, il digitale e il potenziamento delle risorse, ma rimane il nodo della carenza di medici, che potrebbe compromettere i risultati ottenuti.













