Home Articoli Parte l’era Trump: i dazi USA una minaccia per l’export veneto e veronese, Confartigianato lancia l’allarme

Parte l’era Trump: i dazi USA una minaccia per l’export veneto e veronese, Confartigianato lancia l’allarme

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Con l’insediamento ufficiale di Donald Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti, crescono le preoccupazioni per l’export italiano, e in particolare per quello veneto, a causa dell’annuncio di possibili dazi sulle importazioni.

Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato per il Veneto, con esportazioni che superano i 7,1 miliardi di euro, pari al 10,9% del totale nazionale verso gli USA. Nella provincia di Verona, l’export manifatturiero verso gli Stati Uniti ha raggiunto circa 827 milioni di euro nei 12 mesi precedenti a settembre 2024, in crescita del +5,6%.

Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona, avverte: “Eventuali interventi protezionistici dell’amministrazione Trump potrebbero portare a contraccolpi significativi per la nostra economia. È il momento di puntare sull’eccellenza e sull’alta specializzazione, ma anche di diversificare i mercati”.

A livello nazionale, gli Stati Uniti si confermano il secondo mercato per il Made in Italy, con esportazioni pari a 66,4 miliardi di euro. Tuttavia, dazi tra il 10% e il 20% potrebbero provocare cali significativi, rispettivamente del -4,3% e del -16,8%.

Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, richiama all’azione: “Sono principalmente le piccole e medie imprese a essere più esposte, specialmente nei settori alimentare, moda, legno e metalli. Serve un intervento deciso del Governo e delle istituzioni per bilanciare gli effetti negativi”.

Una possibile contromisura potrebbe arrivare dal mercato del gas naturale liquefatto (GNL), con gli USA che rappresentano il secondo fornitore dell’Italia. Boschetto sottolinea: “Un accordo commerciale tra USA e UE, volto a ridurre i dazi in cambio di un maggior acquisto di GNL, potrebbe abbassare i costi energetici e aiutare le imprese manifatturiere italiane”.

Il messaggio è chiaro: l’Europa deve agire per affrontare il protezionismo americano e supportare le imprese italiane, che si trovano a fronteggiare uno scenario economico globale sempre più complesso.



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