Il Natale è da sempre simbolo di condivisione e calore, e quest’anno a Verona è stato celebrato in grande stile grazie al Pranzo di Natale solidale organizzato dalla Croce Bianca. Circa 160 commensali hanno risposto “presente” all’invito, riunendosi sotto la tensostruttura del Giardino d’Estate a San Zeno per una giornata speciale all’insegna della solidarietà e della compagnia.
L’evento, promosso in collaborazione con il Bacanal del Gnoco, la prima circoscrizione, i Centri di Comunità, le associazioni del quartiere e le parrocchie di San Zeno e San Bernardino, ha visto la partecipazione di figure di spicco come il vescovo monsignor Domenico Pompili, l’abate Gianni Ballarini, l’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni e l’imprenditore Giovanni Rana.
“Natale è un invito alla concretezza e al contatto, qualcosa che nel nostro mondo smaterializzato rischiamo di perdere. Questa iniziativa dimostra quanto sia naturale stare insieme”, ha commentato il vescovo Pompili, richiamando il senso più profondo della festività.
Per la Croce Bianca, il presidente Pier Luigi Verga ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Noi siamo quotidianamente impegnati sulle strade per le emergenze e il trasporto dei malati, ma celebrare con amore questa natività è una delle più grandi soddisfazioni. Grazie ai nostri volontari e alla Protezione civile per aver reso possibile tutto questo”.
La giornata è stata un perfetto connubio di gusto e tradizione: il menù, dall’antipasto al pandoro, è stato realizzato grazie al contributo di aziende locali come Rana, Bauli, Pasticceria Zanella, Spaccio San Massimo e Cantina Sociale Valpantena. La cucina, allestita dalla Protezione Civile di Isola della Scala e guidata dal coordinatore Armando Lorenzini, è stata animata dai volontari della Protezione civile di Bussolengo.
Tra i presenti, anche l’attrice e conduttrice veronese Francesca Rettondini, da sempre vicina alle attività della Croce Bianca. L’assessora Ceni ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: “Uno dei problemi della nostra città è la solitudine. Ringrazio i volontari che hanno dedicato la loro giornata di Natale al servizio degli altri”.
La festa, arricchita da canti, giochi e i saluti del Papà del Gnoco, ha rappresentato un momento di unione autentica, dimostrando come la comunità veronese sappia rispondere con il cuore alle sfide della solitudine e della marginalità.
Un’iniziativa che non è solo un pranzo, ma un simbolo di speranza e vicinanza per chiunque abbia bisogno di sentirsi parte di una famiglia, almeno per un giorno.














