La situazione della criminalità in Veneto è diventata insostenibile. A dirlo con parole nette è stato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha preso una posizione dura sui recenti fatti di cronaca che stanno scuotendo il territorio.
“Parliamoci chiaro: per noi cittadini questa situazione è intollerabile. Furti in abitazione, rapine e simili stanno diventando fenomeni troppo diffusi, e questo dimostra che, dal punto di vista delle pene, siamo troppo permissivi.”
Zaia ha utilizzato un paragone forte per spiegare il suo punto di vista:
“Con una logica di ‘patente a punti’, si capisce che il valore dei punti è troppo basso: le persone non vanno in galera per i furti e la distruzione delle abitazioni private, con le annesse violenze fisiche e morali perpetrate.”
Un sistema che non funziona
Il Governatore ha puntato il dito contro un sistema che sembra premiare l’impunità:
“Si stima che una persona arrestata in flagranza per un furto, secondo i rilievi degli esperti, abbia in realtà già commesso almeno dieci reati simili senza essere mai stata scoperta.”
E la questione non si ferma qui:
“Per arrivare a scontare una pena detentiva effettiva, che prevede almeno quattro anni di condanna cumulativa, questi criminali dovrebbero aver commesso almeno venti o trenta furti con conseguente arresto. Alla luce di questi numeri, e considerando che molti dei responsabili provengono da Paesi dove le pene sono ben più severe e sempre applicate, è chiaro che qui in Italia trovano quello che percepiscono come un ‘Eldorado’. Serve quindi un segnale forte.”
Investire in sicurezza
Zaia non si è limitato a una critica, ma ha lanciato anche una proposta:
“Per noi non è affatto uno spreco la costruzione di nuove carceri o, ad esempio, recuperare vecchie caserme per farle diventare istituti penitenziari. È un investimento necessario per garantire sia la sicurezza che un percorso rieducativo adeguato per chi delinque.”
Un messaggio chiaro e diretto, che non lascia spazio a interpretazioni: per Zaia, il Veneto ha bisogno di sicurezza, giustizia e pene certe.













