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Sicurezza, Tosi: “Dove c’è sinistra c’è caos”

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Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, che qualche giorno fa aveva commentato con preoccupazione i pessimi indici di Verona in termini criminalità, furti e rapine (dall’80° al 93° posto in classifica su 107 Comuni capoluogo) nell’indagine de Il Sole 24 Ore, ora stigmatizza le giustificazioni addotte dall’assessore alla Sicurezza della giunta Tommasi Stefania Zivelonghi.

“La Zivelonghi – dice Tosi – per giustificare l’ingiustificabile si lancia impavida in un ragionamento grottesco, azzardando che in qualunque città con un’alta qualità della vita c’è anche un alto tasso di criminalità urbana. Una correlazione mai sentita prima. Per suffragare questa stravagante affermazione, la Zivelonghi cita – oltre a Verona – Milano, Firenze, Bologna, Padova e Brescia. Non casualmente, aggiungo, tutte città amministrate dalla sinistra. Non sono quelli, infatti, i modelli a cui paragonarsi, a meno che la Zivelonghi non cerchi facile consolazione nel tanto peggio tanto meglio”. Peraltro, puntualizza Tosi, “la bontà di indicatori della qualità della vita come la ricchezza pro-capite e il numero di cittadini (e soprattutto turisti) che vanno in Arena, non dipendono da un Sindaco o da un’amministrazione comunale, ma dal benessere medio di una città, da fattori sociali e di indotto turistico appunto. Mentre è certamente il Sindaco a essere il responsabile delle politiche di sicurezza”.

E, al contrario di ciò che afferma l’assessore Zivelonghi, ricorda Tosi, “dove ci sono benessere e qualità della vita, è più difficile riscontrare fenomeni di criminalità urbana. Infatti negli anni in cui ero Sindaco Verona aveva alti standard di benessere e qualità della vita, ed era città molto sicura. Chiaramente questo succede se si amministra bene, perché, ribadisco, è il Sindaco a essere responsabile delle politiche di sicurezza di una città. Il problema oggi è che la sinistra lascia correre e tollera tutto, rimane inerte di fronte a una criminalità dilagante, a Verona come a Milano, Brescia, Padova, Firenze e Bologna, le città menzionate dalla Zivelonghi. La quale, inconsapevolmente, a modo suo lo ha ammesso: dove c’è la sinistra c’è disordine sociale e degrado che poi si trasforma in criminalità urbana”.



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