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Psicologi, l’Ordine del Veneto compie 30 anni

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1993-2023. Una giornata, un convegno e circa 200 persone per  celebrare il Trentennale dell’Istituzione dell’Albo degli Psicologi del Veneto organizzato dallo  stesso Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto presso la Sala dei Giganti del Palazzo  Liviano, una delle sedi dell’Università di Padova. All’incontro di oggi 19 ottobre hanno  partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, oltre che del mondo scientifico  e accademico internazionali. 

L’evento, moderato da Massimo Cirri, psicologo e conduttore radiofonico di Radio 2 e da  Alessandra Simonelli, docente dell’Università di Padova, si è aperto con i saluti istituzionali  del Presidente dell’ Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto Luca Pezzullo che ha posto  l’attenzione sul cambiamento della figura dello psicologo/a anche in Veneto negli ultimi anni. 

«La celebrazione del trentennale dalla costituzione dell’albo degli psicologi del Veneto – spiega Luca Pezzullo – Presidente dell’Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto – è  certamente un’occasione per fare un bilancio di un lungo pezzo di storia, ma anche  un’emozione essere qui dopo trent’anni di attività. La categoria ha avuto un grande sviluppo,  considerato il contesto un po’ “caotico” dei primi anni ‘80. La figura dello psicologo si è  sviluppata in modo molto ampio; nell’arco di 30 anni, siamo passati da professione  numericamente ridotta e focalizzata in alcuni ambiti tradizionali, ad una popolazione  professionale ampia ed articolata, che in Veneto ha superato gli 11.000 iscritti, operanti in  ambiti che vanno dalla classica clinica all’insegnamento, dalla neuropsicologia alla psicologia  dello sport, dall’ambito aziendale a quello educativo. Il riconoscimento della professione è  cresciuto progressivamente, e parlare oggi di intervento psicologico incontra molti meno  ostacoli di quanto avvenisse negli anni ’90. In anni recenti, le varie emergenze (COVID, etc.) e  una maggiore consapevolezza delle giovani generazioni hanno normalizzato  significativamente il ruolo dello psicologo

Per i saluti istituzionali sono intervenuti: Marta Ghisi, Delegata Rettoriale dell’Università di  Padova, Elena Donazzan, Assessore Regione Veneto, Margherita Cera, assessore del Comune  di Padova e Felice Damiano Torricelli, Presidente Enpap. 

La storia di un ordine, il terzo più grande in Italia  

L’Ordine è nato con la legge 56/89 del febbraio dell’89, l’Albo del Veneto è stato costituito nell’ottobre del 1993. Da sottolineare che quello Veneto (dopo Lazio e Lombardia) è il terzo  Ordine italiano degli Psicologi più grande ed uno dei più grandi d’Europa (gli Ordini  territoriali italiani sono i più numerosi a livello europeo). Rappresenta poco meno del 10%  dell’intera categoria nazionale, anche per via della presenza di poli formativi e professionali  di rilievo per la categoria (ad es. UNIPD). 

Una storia ripercorsa e ricostruita dal primo dei cinque presidenti dell’Ordine degli Psicologi  del Veneto che si sono succeduti, Paolo Michielin, psicologo e psicoterapeuta, eletto nel  1993. 

«C’era da costruire tutto- spiega Michielin – anche sul piano amministrativo, partire dalle  fondamenta e costruire una casa, quella dei futuri iscritti. Eravamo una comunità da rendere  omogenea, non tutti eravamo di estrazione psicologica. Una delle scelte chiave e l’aspetto più  caratterizzante è stato creare un legame forte con l’Università di Padova: difendere la laurea,  le competenze e la formazione post laurea (le specializzazioni) in tre anni sono state decise molte cose, il codice deontologico, il tariffario e il nomenclatore. Gli iscritti all’elenco veneto consegnato dal Commissario Straordinario al 19 ottobre 1993 erano 1751. Ci è sembrata una  buona partenza».  

30 anni di iscritti. I numeri e le curiosità 

  • 11.371 Psicologi iscritti al 18 settembre 2023: 9442 donne, 1921 maschi 1921, 8 (Società tra Professionisti) 
  • 1751 iscritti al 19 ottobre 1993  
  • 2677 nuovi iscritti al 31 dicembre 2003  
  • 4399 nuovi iscritti al 31 dicembre 2013  
  • 5052 nuovi iscritti al 18 settembre 2023  

Il più longevo, il decano ha 92 anni, è uno psicologo del 1931 iscritto dal 19 ottobre 1993 

La più giovane psicologa ha 24 anni è nata nel 1999 

In questi 30 anni si sono succeduti cinque presidenti. 

La parità linguistica dell’Ordine 

«Negli ultimi quattro anni si sono iscritti circa 3.300 psicologi, in gran parte donne – spiega Fortunata Pizzoferro, Vicepresidente dell’Ordine delle Psicologhe e Psicologi del Veneto. 

Una popolazione di giovani psicologhe che si trovano ora ad affrontare il mondo della libera  professione, dove come è noto le donne guadagnano il 30% in meno rispetto ai colleghi  uomini. Nel 2020 abbiamo fatto un primo atto formale modificando il nome per evidenziare

questa presenza, e a seguire una serie di azioni, con protocolli d’intesa, percorsi di formazione  all’imprenditorialità, con l’obiettivo di ridurre questa distanza nella retribuzione e abbattere il  famoso “tetto di cristallo”, ovvero la difficoltà per le donne di raggiungere posizioni apicali.  Un esempio per gli altri Ordini regionali che hanno aggiornato il loro nome proprio sulla  spinta del nostro.» 

La “Generazione Y”. L’identikit del giovane psicologo veneto  

Nel corso del convegno sono stati presentati i risultati di un sondaggio lanciato ed elaborato  dal gruppo di lavoro della Consulta dei Giovani dell’Ordine Veneto con l’obiettivo di tracciare  l’identikit del/lla giovane psicologo/a veneto/a lavorando su quattro le macroaree.  

«Il questionario – spiega Chiara Usai, psicologa della Consulta dei Giovani – è stato inviato  ad un campione rappresentativo al quale hanno risposto 944 psicologi/e su circa 3000  neoiscritti dal 2018. I partecipanti hanno in media 30 anni, la maggioranza, l’85,38%, è di  genere femminile (806 su 944 partecipanti sono donne, 135 maschi pari al 14,30%).» 

Il 47% del campione ha scelto l’indirizzo di psicologia clinica che si conferma in testa anche  come area di impiego nella quale già lavorano e quello cui desidererebbe lavorare. La  restante parte del campione intervistato è distribuita tra psicologia dello sviluppo, forense,  neuropsicologia. 

L’impiego. Padova è la città più scelta per lavorare, 27,32%, segue Verona con 16,94%, scelte che coincidono con gli unici due corsi di laurea presenti negli atenei veneti. 

«L’ipotesi che abbiamo fatto – conclude Usai è che il laureato scelga di lavorare nella città  dove ha studiato». Seguono Venezia 15,48%, Vicenza 14,94% Treviso 14, 57%, Belluno  2,19%, Rovigo 1,09%.  

La psicologia internazionale a Padova, gli ultimi studi sul trauma,  

Per celebrare questa data e questi primi 30 anni della storia della comunità professionale,  l’Ordine ha organizzato un convegno scientifico di portata internazionale, con la  partecipazione di relatori di fama mondiale quali lo psichiatra Bessel Van Der Kolk, tra i  maggiori esponenti nella ricerca e nel trattamento del trauma e fondatore de il Trauma  Center di Brookline, Massachusetts, e direttore del Complex Trauma Treatment Network  dalla Presidente dell’Istituto e Peter Fonagy, psicologo e psicoanalista ungherese, direttore  del Dipartimento di Psicologia Clinica, della Salute e dell’Educazione presso l’University  College di Londra. Grandi nomi che hanno interagito con Silvia Salcuni, psicologa, docente  presso Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione – Università di Padova, con la Presidente Istituto Europeo Psicotraumatologia e stress Management ed  Emilia Ferruzza, psicologa, psicoterapeuta, docente Università di Padova.



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