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Operazione “stazioni sicure”: il bilancio dei controlli della Polizia di Stato

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L’inizio della stagione estiva comporta l’aumento esponenziale del numero di persone che decidono spostarsi a mezzo treno.  Parimenti si pone il problema di garantire la sicurezza dei viaggiatori, ragion per cui il Servizio Polizia Ferroviaria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha predisposto, a livello nazionale, un piano straordinario e coordinato di controlli con l’impiego di personale in uniforme ed in abiti civili, sia a bordo dei treni sia all’interno delle stazioni.

L’operazione, denominata “Stazioni Sicure” ha coinvolto 21 scali ferroviari delle quattro province (Verona, Vicenza, Trento e Bolzano) di competenza del Compartimento Polizia Ferroviaria per Verona e Trentino Alto Adige con sede a Verona.

Gli Agenti hanno monitorato il flusso dei viaggiatori in arrivo e partenza dagli scali ferroviari con controlli a campione nei confronti delle persone e dei bagagli al seguito o nei depositi bagaglio dove presenti.

Proficua si è rivelata la collaborazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona che ha partecipato con una unità cinofila del Gruppo “Villafranca di Verona” permettendo di fermare anche due ragazzi con addosso qualche grammo di hashish per consumo personale, poi sottoposto a sequestro amministrativo. La conferma delle analisi comporterà l’elevazione di una sanziona amministrativa e la segnalazione alla Prefettura di Verona che stabilirà l’entità della misura sanzionatoria da adottare.

Rilevanti i risultati conseguiti:

.700 persone controllate ed ispezionati oltre 200 bagagli;

. elevate due sanzioni amministrative per detenzione di sostanza stupefacente ad uso personale;

. 1 persona arrestata

In relazione a quest’ultimo, nella stazione di Verona Porta Nuova è stato fermato ed identificato un cittadino rumeno di 47 anni su cui pendeva da pochi giorni un Mandato di Arresto Europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria del suo paese, dovendo espiare oltre due anni di pena per reati contro il patrimonio commessi in patria.

Condotto in serata nel carcere veronese di Montorio è stato posto a disposizione degli omologhi organi italiani per la procedura di estradizione verso la Romania. 



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