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“Nessuna irregolarità nella gestione dell’ex Casa Suore Orsoline”, arriva la replica della Fondazione

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Qualche mese fa i consigliere di CambiAmo Tregnago avevano denunciato quelle che secondo loro erano “gravi irregolarità nella gestione dell’ex Casa Suore Orsoline”, adesso la Presidente, i Consiglieri e la Direttrice della Fondazione Centro Assistenza Fermo Sisto Zerbato rispondono punto su punto alle accuse dei consiglieri. “Residenza Ai Giardini”, questo il nuovo nome del luogo, ha l’obiettivo di diventare un riferimento per l’accoglienza e la socializzazione e chi la amministra vuole fare chiarezza.

“L’acquisto dell’immobile, criticato da Cambiamo Tregnago tanto da definirlo ‘incomprensibile‘, è  stato, al contrario, una scelta lungimirante che, ostacolando l’insediamento in quell’immobile di altri enti concorrenti, da una parte consolida la presenza dello Zerbato sul territorio, dando continuità al suo legame storico con Tregnago, ma soprattutto risponde a quello che sarà la nostra società tra pochi anni: sempre più anziana, con l’aumento di fenomeni di solitudine e lontananza dai familiari, con limitate risorse economiche”, dicono dalla Fondazione.  

“Salvandone la storica vocazione, infatti, l’idea della Fondazione è quella di condividerlo con la collettività, riorganizzandone gli ampi spazi interni ed esterni, nell’ottica di ampliare e diversificare i servizi rivolti alle persone anziane, in linea con gli orientamenti più recenti di politica sociale e  assistenziale, fortemente influenzati anche dalla gravità degli strascichi lasciati dal periodo  pandemico – continua la nota stampa -. Oltre all’avvio di tre Comunità Alloggio per anziani autosufficienti, di cui la prima già provvista di autorizzazione all’esercizio con apertura entro qualche mese, sono previsti spazi aperti agli abitanti della vallata vista la necessità, affiorata nel periodo della pandemia, di creare reti di  condivisione e di proporre momenti di confronto con il territorio”.

“Spazi specifici saranno pertanto recuperati e adibiti ad attività di socializzazione, incontri intergenerazionali, culturali e di convivialità,  avvalendosi dei professionisti già attivi presso la Fondazione; altri ambienti saranno specificamente dedicati a professionisti della salute (ad esempio geriatra, psicologo, assistente sociale e fisioterapista) per rispondere ai bisogni emergenti nella comunità. Il recupero dell’edificio storico in  pieno centro offre un valore aggiunto per l’integrazione degli anziani che saranno qui ospitati, in  quanto potranno beneficiare della vicinanza dei servizi ed essere parte attiva delle iniziative e delle  opportunità che Tregnago offre, creando una corrente bidirezionale di effetti positivi”, continuano i referenti della Fondazione. 

“Se la Fondazione in quegli anni non avesse acquisito lo stabile facendo un investimento importante, oggi non si troverebbe a poter progettare un futuro ricco di nuovi servizi per gli anziani, i cittadini, il  mondo delle associazioni e del volontariato – prosegue la nota -. Soprassedendo alle critiche rispetto ad una scelta che risale ormai a diversi anni fa, si auspica invece un atteggiamento collaborativo verso le attività ed i progetti avviati o che si stanno avviando e che già in un paio di occasioni sono stati oggetto di disteso confronto tra gli stessi consiglieri di Cambiamo  Tregnago, la Presidente e la Direttrice” 

“I consiglieri di minoranza, oltre a tacciare come ‘incomprensibile‘ l’acquisto dell’immobile,  definiscono anche ‘insensato‘ lo spostamento ‘proprio lì‘ degli uffici amministrativi nella primavera del 2021, forse dimenticando che la Fondazione, così come tutte le case di riposo e non solo, stava in quel momento affrontando una pandemia, il momento più difficile e doloroso della propria storia. Lo spostamento degli uffici ha liberato spazio presso la Casa di Riposo, consentendo una  migliore gestione dei focolai Covid-19 con possibilità di mantenere gli isolamenti e limitare i contagi  tra gli ospiti salvaguardando per quanto possibile la loro salute, visti gli esiti nefasti delle prime ondate – proseguono dalla Fondazione -. Inoltre, le superfici liberate dagli uffici presso la struttura storica delle Casa di Riposo saranno  oggetto di una ristrutturazione volta a migliorare gli spazi a disposizione degli ospiti accrescendo la  qualità della loro vita quotidiana nel centro servizi, sia a livello personale che di vita comunitaria. Per tale ristrutturazione la Fondazione ha ottenuto un finanziamento dalla Regione Veneto”. 

“La grave irregolarità segnalata rispetto all’agibilità del piano terra dello stabile, riguarda un ritardo nella conclusione della procedura concernente meri aspetti formali e non sostanziali e che è stata risolta; di questo i consiglieri di Cambiamo Tregnago erano già informati nel momento in cui ne evidenziavano, invece, la mancanza – sottolineano dalla Fondazione -. Non si coglie, infine, l’opportunità della polemica sulla destinazione d’uso urbanistico della Residenza ai Giardini, che altro non fa che alimentare immotivatamente un senso di sfiducia in chi attende l’avvio di questi nuovi servizi: immotivatamente perché a suo tempo la struttura è stata valutata sia dal punto di vista della solidità e sicurezza, sia dal punto di vista urbanistico e, in entrambi  i casi, si è accertato che nulla osta all’accoglimento delle comunità alloggio, con i servizi accessori  loro propri. Tuttavia nel consiglio d’amministrazione sono in corso tutte le valutazioni più opportune per adeguare l’uso dello stabile ad una più ampia gamma di attività, come sopra descritto. La comunità tregnaghese, della vallata e oltre, ne verrà tempestivamente informata”.



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