Home Articoli Desertificazione bancaria, Zaia: “Danno per i cittadini più deboli”

Desertificazione bancaria, Zaia: “Danno per i cittadini più deboli”

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“Quando si parla di realtà più piccole non deve significare inferiori per disponibilità e qualità di servizi. Questi, infatti, vanno garantiti ovunque e soprattutto nelle aree più svantaggiate non solo per la loro utilità ma anche per il valore che hanno come veri punti di riferimento delle comunità. Già da tempo ho manifestato le mie preoccupazioni per il rischio di quella che viene chiamata desertificazione bancaria. Preoccupazione che mi hanno manifestato anche diversi sindaci rispetto alle continue chiusure di sportelli bancari e bancomat. Faccio anche mio l’appello di mantenere i presidi bancari nella giusta diffusione sul territorio”.

Sono parole del Presidente della Regione del Veneto a fronte delle notizie di stampa che oggi sottolineano il progressivo ridimensionamento della rete dei servizi bancari con particolare riferimento alla provincia di Venezia.

“Qualche tempo fa ne abbiamo parlato riguardo alle aree montane, oggi riguardo al Veneziano; leggo che sono ormai mille gli sportelli scomparsi in Veneto negli ultimi sei anni – aggiunge il Governatore -. Questa spirale non può infierire sulla parte più debole della nostra società; i servizi bancari, infatti, devono poter essere raggiungibili soprattutto dagli anziani che non possono intraprendere spostamenti significativi e non hanno dimestichezza con l’home banking e le operazioni per via telematica. La banca in molti dei nostri paesi è un riferimento consolidato anche di rapporti umani, quasi identitario come il municipio, la chiesa, il bar. La preoccupazione di tanti amministratori non può essere ignorata e continuo a credere che anche molti istituti bancari, che hanno sempre dimostrato un particolare inserimento nella società e sensibilità alle sue esigenze, si renderanno anche conto dell’importanza di mantenere questo rapporto il più vicino possibile al cittadino. A riguardo ringrazio quelli che, anche grandi gruppi, in controtendenza scelgono di mantenere attivi i presidi territoriali. Sono certo sia una scelta che pagherà nel futuro”.



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