È al centro di una disputa familiare la vicenda di Roman, un bambino di 6 anni figlio di un italiano residente nel veronese e di una cittadina ucraina, trasferitasi a Donetsk.
Il piccolo Roman è un cittadino italiano di anni 6, il suo papà vive a Caprino, nel Veronese, mentre sua madre è di origini ucraine. E quando aveva solo un anno e mezzo la donna ha portato il piccolo in quella che viene chiamata «Repubblica Popolare di Donetsk» e adesso vive sotto le bombe della guerra.
A lanciare l’allarme sono i nonni che temono che il piccolo sia stato portato in Russia, “forse meglio” dicono “almeno non è sotto le bombe in Donbass”. Il bambino lo vedevano solo dallo schermo di un cellulare, ma poi anche quei momenti sono finiti. Avevano scritto perfino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al console italiano in Ucraina, Federico Nicolaci.
Del bambino non hanno più notizie, ne sanno dove viva e con chi. Un cittadini italiano disperso all’estero, senza che i suoi parenti possano contattarlo, stretto da una guerra che non si a quando terminerà.













