Home Articoli Prenotazione visite Ulss 9, la denuncia della Cgil: “Il sistema è lento, così non può funzionare”

Prenotazione visite Ulss 9, la denuncia della Cgil: “Il sistema è lento, così non può funzionare”

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Spi Cgil Verona denuncia una situazione divenuta ormai insostenibile. Un gruppo di cittadini di Legnago minaccia una class action contro l’Ulss 9 a causa della lentezza del sistema di prenotazione delle visite specialistiche. Un’azione che confermerebbe l’urgenza di modificare un sistema che non soddisferebbe il bisogno di salute delle persone.

Secondo le statistiche ufficiali delle performance, periodicamente aggiornate sul sito dell’Ulss, la gestione delle liste di
attesa appare sotto controllo, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni che sono maggiormente contestate dai cittadini, come risonanze magnetiche, ecodoppler e mammografie. Ma, secondo lo Spi Cgil, si tratterebbe di una distorsione determinata da una strategia di dilazione dei tempi perseguita al momento della prenotazione al Cup dove non verrebbe quasi mai fornita la prima vera data utile disponibile, ma si inviterebbe il paziente a richiamare dopo 15 giorni o un mese.

La mancata prenotazione, oltre a essere contraria alle leggi che riconoscono al cittadino il diritto di terminare la chiamata al Cup ricevendo una prenotazione con una tempistica conforme alla prescrizione medica, non viene registrata in nessuna statistica ufficiale. Inoltre, lo Spi Cgil segnala un’ulteriore criticità legata alla mancanza di cliniche o strutture convenzionate alternative alle quali poter fare riferimento causando gravi problemi sopratutto agli anziani. Di conseguenza le alternative sono due: rivolgersi alla libera professione oppure rinunciare alle visite.

L’obiettivo dello Spi Cgil è quello di sollecitare all’Ulss 9 un incontro nel quale verrà chiesta una maggiore adeguatezza dei
mezzi per rispondere alle esigenze di salute dei cittadini
e la massima trasparenza delle performance attraverso la pubblicazione integrale delle agende sanitarie delle strutture erogatrici con l’indicazione del numero esatto di prestazioni giornaliere effettuate e dei giorni alla settimana nei quali viene svolto il servizio.

Lo Spi desidera ricordare ai cittadini la possibilità di procedere alla “messa in mora” dell’istituzione sanitaria inadempiente che li può portare a ottenere il rimborso della prestazione sanitaria sostenuta di tasca propria presso una struttura privata oppure possono pretendere l’assegnazione a una struttura privata a spese del Servizio sanitario nazionale.



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