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Nel mese della prevenzione l’Arena si accende di rosa contro il tumore al seno

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Sabato 1° ottobre, in piazza Bra, si terrà la giornata di sensibilizzazione del tumore al seno. La manifestazione vede per la prima volta insieme, sotto il patrocinio dell’Amministrazione, le quattro associazioni provinciali impegnate nella lotta contro il cancro al seno, Airc, Andos, Lilt e La Cura sono Io. Quattro eccellenze che offrono un contributo prezioso a livello locale alla cittadinanza.

La parola d’ordine di questa giornata è prevenire. Come dimostrano i dati scientifici, lo screening precoce può salvare la vita e permette di intervenire in tempo per la guarigione. È quindi importante informare e sensibilizzare il pubblico femminile alla prevenzione. Questa è la “mission” che accomuna tutte e quattro le associazioni.

Il programma della manifestazione è stato presentato dalla vicesindaca Barbara Bissoli insieme all’assessora alla salute Elisa La Paglia. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i referenti delle associazioni: Antonio Maria Cartolari presidente di Airc per il Veneto Trentino e Alto Adige, per Andos la presidente del Comitato di Verona Maria Stella Laveneziana, il presidente provinciale Verona della Lilt Sante Burati e per La Cura sono Io la fondatrice e responsabile Maria Teresa Ferrari. Presente anche il presidente di Agsm- Aim Stefano Casali.

“È un vero piacere affiancare le quattro organizzazioni impegnate sul territorio provinciale per sconfiggere il tumore al seno – ha detto la vicesindaca Bissoli-. Il fatto che condividano esperienze, competenze e testimonianze è senz’altro un valore aggiunto a vantaggio della comunità. L’impegno del Comune proseguirà ben oltre il mese di ottobre, con un metodo, quello della condivisione”.

L’assessora La Paglia ha aggiunto: “Le attività delle associazioni sono fondamentale perché offrono importanti servizi complementari a quelli del servizio sanitario pubblico. Per tutta la giornata di sabato sarà possibile lasciare i propri dati ai gazebo delle associazioni presenti per programmare lo screening. Questa è un’occasione da cogliere per tutte le donne dai 50 anni in su, soprattutto a fronte dei tempi delle visite che il Covid ha fortemente rallentato.



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