“Visti tutti i disagi che la città avrà nei prossimi 5 anni, perché i cantieri riguarderanno tutta la città dal Quadrante Europa passando per la stazione di porta Nuova, quella di porta Vescovo per andare fino nel comune di San Martino Buon Albergo, il comune di Verona poteva chiedere molto di più ai general contractor non limitandosi al 2% sul costo previsto per il progetto preliminare (che comunque sicuramente lieviterà con varianti varie)”, dice Daniele Nottegar, candidato alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle nel collegio Veneto 2 – Verona e provincia
“I comuni ed in particolare il comune di Verona ha controllato che siano totalmente rispettate le prescrizioni del CIPE sul progetto TAV? – si chiede il candidato -. Se non lo fossero dovrebbero, far bloccare i lavori prima che inizino visto che il rispetto delle prescrizioni è un prerequisito per la realizzazione del progetto. Un’ opera che costa (per ora) circa 70 milioni di euro al chilometro ma a Verona hanno dato pochi soldi e tanti disagi!”.
“Se dovessi arrivare in parlamento farei un controllo immediato sul rispetto totale alle prescrizioni del CIPE sul progetto TAV (che con la ipotizzata stazione del Garda diventerà un costoso doppione della linea esistente) con blocco dei lavori nel caso non fossero rispettate e controllo continuo delle lievitazioni di costo”.
“Se ce ne dovessero essere (e non dovute all’ inflazione) vuol dire che il progetto è stato fatto male e va rivisto (come d’ altronde aveva già chiesto il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici quando ha esaminato il progetto ora in fase di realizzazione)”, conclude Nottegar.













