“È la scuola della ripartenza. Tutto il Paese ha bisogno di ripartenza, di guardarsi negli occhi. Il governo ha ritenuto che la fase di emergenza fosse conclusa. Abbiamo perso molto. Ma siamo pronti per ogni evenienza. Teniamo monitorata la situazione in ogni parte del Paese”, a dirlo il Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione.
Anche se il meteo annuncia l’arrivo di nuove giornate di caldo, inizia quasi in tutta Italia la scuola – i calendari sono decisi dalle Regioni – il nuovo anno scolastico, oggi parte in 7 territori: Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e nella Provincia di Trento; ha già preso l’avvio, il 5 settembre, nella sola Provincia di Bolzano e vedrà il 13 settembre tornare sui banchi bambini e ragazzi della Campania. Poi, a seguire, il 14 settembre le lezioni prenderanno il via in Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Umbria. Il 15 inizieranno, invece, in Emilia-Romagna, Lazio e Toscana. In coda, il 19 settembre, Sicilia e Valle d’Aosta.
Sono 105.957 gli studenti veronesi che sono tornati in aula per l’inizio dell’anno scolastico 2022/2023. In tutta la provincia risultano iscritti 37.867 alunni alle scuole primarie, gli studenti della secondaria di primo grado sono 24.663 e 36.319 quelli delle superiori. Inoltre ci sono 7.008 iscritti alle scuole dell’infanzia statali. Rispetto all’anno scorso si registra un calo di 1.600 studenti, in totale in tutta la provincia ci sono 5.113 classe, in calo di 50 unità.
La novità di quest’anno è che si torna in classe senza distanziamento, senza personale aggiuntivo Covid, senza mascherine e soprattutto senza Dad. Via libera anche alle gite. Ma se il quadro sanitario dovesse peggiorare le scuole devono essere “preparate e pronte” a rimettere in piedi le misure assunte negli ultimi tre anni.
Gli studenti però sono critici sul rientro in classe: “Dal ministero arriva poca chiarezza circa le misure Covid per l’ennesimo anno, all’interno di un sistema scolastico e universitario in cui non si è investito”. E lamentano il fatto che “In questa campagna elettorale si parla poco e male di scuola, di università e di giovani, e ancora una volta senza chiederci cosa ne pensiamo”. Per questo Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari hanno scritto un manifesto con 100 proposte lanciato con un flash mob al ministero dell’Istruzione e davanti a più di 50 scuole in occasione del rientro scolastico.













