Home Ambiente Vendemmia: per l’Amarone anno di ottima qualità, ma manca manodopera

Vendemmia: per l’Amarone anno di ottima qualità, ma manca manodopera

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Grazie alle tardive piogge di agosto per l’Amarone si prospetta un anno di ottima qualità, ma più che la siccità, per il vigneto della Valpolicella l’emergenza è legata alla manodopera mai carente come quest’anno, che rischia quindi di pregiudicare parte del raccolto. Il quadro lo dipinge il Consorzio tutela vini Valpolicella, che da qualche giorno ha dato il via alla vendemmia di uve per l’Amarone.

“Per le nostre 2.300 aziende associate – afferma il presidente del Consorzio Christian Marchesini – il vero problema oggi è dato da un personale sempre più difficile da trovare, a causa di una forte contrazione di operatori provenienti dall’Est Europa e soprattutto per effetto di dispositivi che non aiutano. A partire dalla cancellazione dei voucher, dalla cosiddetta ‘quota 100’ che obbliga i pensionati a non fare lavori saltuari, fino al reddito di cittadinanza, che ha generato una dinamica involutiva nella domanda di lavoro”.

Il Consorzio stima in forte crescita la presenza di addetti stagionali italiani (5-6 mila in totale), in particolare studenti universitari e ragazzi inoccupati. Sul piano fitosanitario, le uve si presentano in ottimo stato, con una buona fase finale della maturazione. Le grandinate sono state molto rare e complessivamente senza ripercussioni, mentre la siccità ha dato alcuni problemi nei vigneti giovani, nei terreni sciolti e dove non è stato possibile irrigare.

Per il Valpolicella l’avvio della raccolta è a metà settembre. La Doc Valpolicella si presenta alla vendemmia in ottima salute anche in chiave commerciale, con una crescita in doppia cifra delle vendite dei suoi prodotti – a partire da Amarone e Valpolicella Ripasso – e le giacenze attuali in netto calo. La Doc comprende 19 comuni per quasi 8.600 ettari di vigna, una produzione che lo scorso anno si è attestata a 73,6 milioni di bottiglie per un valore alla produzione di circa 500 milioni di euro, di cui quasi la metà di Amarone.



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