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Fine del governo Draghi? Bozza e Tosi dicono la loro

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“L’irresponsabile azione politica di Conte e dei 5 Stelle, che la settimana scorsa si sono sfilati su una riforma importante come il dl Aiuti, ha fatto saltare il patto di fiducia tra i partiti che sostenevano l’esecutivo – spiega il Consigliere Regionale di Forza Italia Alberto Bozza -. Certamente Forza Italia e il Presidente Berlusconi (il primo a volere Draghi a Palazzo Chigi per un governo di unità nazionale dopo i deboli governi Conte 1 e Conte 2) hanno anche in questa occasione lavorato per cercare di scongiurare la crisi di governo e per cercare di trovare una via d’uscita che ridesse slancio e forza agli ultimi mesi del governo Draghi. Tuttavia questo, come aveva chiesto Forza Italia, sarebbe dovuto passare obbligatoriamente da una scelta politica chiara e cioè lasciar fuori chi principalmente aveva destabilizzato l’azione del governo Draghi negli ultimi mesi e cioè Conte e i suoi”.

“Al tempo stesso era giusto anche il richiamo a chi ha cercato di miniare il clima di confronto e collaborazione all’interno di una maggioranza eterogenea e ideologicamente diversa, e mi riferisco alle azioni del Pd con proposte divisive quali ius scholae e cannabis – sottolinea il consigliere regionale -. Ora in un momento internazionale complicato non sarà facile gestire il nostro Paese e portarlo fuori dalla crisi con molte partite aperte. Se eravamo impegnati a lavorare per rafforzare la proposta politica moderata e pragmatica di centro, oggi lo saremo ancora di più perché dobbiamo ridare al più presto agli italiani e al Paese un Governo”.

“Ringrazio il Presidente Draghi per il suo prezioso lavoro. Noi abbiamo sempre anteposto il bene del Paese alle ambizioni elettorali, cercando di emarginare i personalismi per creare uno spirito collaborativo. Questo equilibrio è saltato definitivamente per le scelte di una compagine politica, i 5 Stelle, che volevano solamente lucrare elettoralmente da qui alla fine naturale della legislatura. E dello spirito divisivo del PD che da una settimana ha cercato di mettere il suo marchio sull’esecutivo”, conclude Bozza.

“Draghi va innanzitutto ringraziato profondamente perché è per merito suo che l’Italia ha riacquisito credibilità dopo i disastri di Conte e dei 5 Stelle. Una credibilità che ha permesso di tenere ancorato il Paese al treno storico dei fondi europei del Pnrr e di non essere esposto alle speculazioni finanziarie dello spread – dice Tosi, da poco tesserato con Forza Italia -. E, ricordiamolo, ha accettato di guidarci solo dietro pressante richiesta di quasi tutti i partiti”.

“Tuttavia Draghi, da non politico, in questi ultimi giorni in cui tutto è precipitato, ha commesso un grosso errore di ingenuità: pensare di potere andare avanti come prima, come se nulla fosse accaduto quando i 5 Stelle hanno strappato sul dl Aiuti. Lì si è rotto il patto di fiducia del governo di larghe intese nato nel febbraio 2021, con Draghi sostenuto da un’ampia maggioranza, con partiti diversi tra loro, chiamati a restare uniti nel segno della responsabilità”, spiega Tosi.

“I 5 Stelle hanno tradito quel patto la settimana scorsa. A quel punto Draghi non ha voluto ascoltare il centrodestra di governo, Forza Italia e Lega, che giustamente ed ovviamente chiedevano una profonda revisione della compagine, che non poteva più tenere dentro gli inaffidabili 5 Stelle – dice Tosi -. Non puoi pretendere che dei Ministri corretti e leali, siedano allo stesso tavolo con i grillini, sleali e per di più incapaci. Ieri quindi non è stato “sfiduciato” Draghi persona o Draghi premier, ma è stato “sfiduciato” quel tipo di maggioranza, divenuta insostenibile con la presenza dei 5 Stelle. Pertanto mi auguro che ci possa essere un Draghi bis a traino centrodestra, sebbene mi renda conto che, dopo ieri, le  possibilità per farlo nascere siano scarse. Ma sarebbe la soluzione ideale: un Premier riconosciuto a livello internazionale, garante della stabilità e della credibilità del Paese, stimolato da forze e da politiche autenticamente liberali (in campo fiscale, economico, sociale)”, conclude Tosi.



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