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Stop proroga Superbonus, le Associazioni di categoria insorgono, “tantissime aziende rischiano di chiudere”

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I timori manifestati da tante Associazioni di categoria adesso si sono trasformati in realtà, infatti non ci sarà alcuna proroga per il Superbonus sulle abitazioni unifamiliari. Il Governo ha deciso di chiudere i rubinetti di questa misura contestata da più parti. Confermate le scadenze del 30 settembre per il completamento del 30% dei lavori e del 31 dicembre per l’ultimazione definitiva.

“La proroga non era stata promessa, ma certamente era stata richiesta – chiarisce il Presidente di CNA Veneto Moreno De Col –. Il Governo ha affermato che non concederà alcuna proroga per dare maggior respiro alle imprese che stanno lavorando con il Superbonus sulle abitazioni unifamiliari, mentre per i condomìni si può procedere sino a tutto il 2023. Questa mancata concessione di proroghe avviene dopo sei mesi di rallentamento dei lavori delle imprese dell’edilizia a causa della difficoltà di reperimento delle materie prime e dei semilavorati, e per gli aumenti dei costi. Una situazione che andrà a penalizzare ulteriormente un comparto già in sofferenza da tempo, che aveva investito nel Superbonus per riprendere fiato – spiega De Col -. Come Confederazione abbiamo incontrato il Ministro Daniele Franco per evidenziare la forte preoccupazione del comparto e per chiedere di sbloccare i crediti concedendo la cessione ad una più ampia platea di cessionari, consentendo così alle imprese dell’edilizia di ripartire con un maggior slancio e tentare di mantenere fede agli impegni presi”.

“La situazione è molto grave, migliaia di artigiani sono a rischio fallimento – commenta così la notizia dello stop alla proroga del Superbonus il presidente di Casartigiani Verona e vicepresidente di Casartigiani Veneto Luca Luppi -. L’attuale Governo non ha mai nascosto di non apprezzare il Superbonus, ma adesso come si risponde di tutto questo alle aziende che hanno creduto in questa misura creata dal Governo stesso? Ricordiamo che il Superbonus è prima di tutto un investimento orientato alla transizione ecologica, confermato nello stesso Pnrr ed elogiato dall’Ue – spiega ancora Luppi -. Il Superbonus ha avuto anche effetti benefici, attraverso la circolazione dei crediti d’imposta, sul sistema economico in termini di maggiori entrate fiscali e sull’aumento del numero delle imprese e dei posti di lavoro, con conseguente crescita dei consumi e degli acquisti collaterali alle agevolazioni edilizie. Non da ultimo ha garantito un aumento del risparmio energetico a seguito degli interventi di ristrutturazione e così un incremento del valore degli immobili”.

“Le imprese stanno cercando di onorare gli impegni presi nei confronti dei committenti e dei cittadini, nonostante al Governo sembri non interessare nulla delle sorti di imprese e cittadini – commenta il Presidente di Ance Verona Carlo Trestini -. Inoltre c’è un reale problema con la cessione del credito, la maggior parte degli istituti di credito infatti, per i motivi più diversi, non sta acquisendo né i crediti del superbonus né quelli delle altre agevolazioni fiscali – prosegue Trestini -. A farne le spese sono le imprese che, dopo aver accettato di scontare gli importi ai clienti, si sono viste poi rifiutare dalle banche la cessione dei crediti. Queste imprese ora rischiano di fallire per l’unica colpa di aver fatto affidamento sul Governo. Se sommiamo la difficoltà di cedere i crediti con la carenza dei materiali e l’aumento vertiginoso del costo degli stessi, rispettare le scadenze diventa praticamente impossibile”.

Dati Cassa Edile Verona (aggiornati ad aprile 2022)

  • 1.772 imprese iscritte (+6% rispetto ad aprile 2021 – anno 2021 +11% su anno 2019)
  • 9.022 lavoratori iscritti (+12% rispetto ad aprile 2021 – anno 2021 +18% su anno 2019)
  • 981.233 ore denunciate (+3,25 rispetto ad aprile 2021 – anno 2021 +15% su anno 2019)

Dati monitoraggio ENEA-MISE sull’andamento del Superbonus, aggiornati al 31 maggio 2022

  • In Italia risultano oltre 170mila interventi legati al Superbonus (+10,9% rispetto ad aprile), per un ammontare corrispondente di 30,6 miliardi di euro (+11,7% rispetto ad aprile)
  • Veneto al secondo posto (dopo la Lombardia) sia come numero di interventi (oltre 21mila) che come importo (oltre 5 miliardi di euro)


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