Mercoledì 15 giugno è in programma dalle 14.30 il workshop “Progetto CECOMES: il ruolo delle metodiche ingegneristiche e della medicina “in silico” nella progettazione e certificazione di dispositivi e procedure clinico-chirurgiche”, organizzato dal prof. Emanuele Luigi Carniel dell’Università degli Studi di Padova, e coordinato da Tech4Life, la Rete Innovativa per le tecnologie sulla salute di Confindustria Verona.
Al centro del workshop il tema attuale e altamente innovativo, della medicina “in silico”, che utilizza metodiche ingegneristiche nella progettazione, nell’ottimizzazione e nella certificazione sia di dispositivi che di procedure per la chirurgia e la clinica interventistica, permettendo di assumere la migliore decisione possibile nel trattamento del singolo paziente, ed assicurare una maggior sicurezza ed efficacia di nuovi prodotti medici. All’interno del Progetto CECOMES, tali metodiche vengono messe a disposizione di Imprese operative nel contesto biomedicale ed Aziende Ospedaliere, e le competenze sono definite entro un team multidisciplinare che coinvolge l’Università degli Studi di Padova, il Politecnico di Milano ed il Politecnico di Torino.
“L’innovazione tecnologica può giocare un ruolo significativo nel migliorare l’efficienza del sistema, garantendo qualità delle prestazioni e riduzione dei costi, misurando allo stesso tempo i benefici reali introdotti. La Rete Tech4Life può contribuire a creare le condizioni per una rapida adozione delle tecnologie in silico, promuovendone l’impiego in ambito sanitario allo scopo di migliorare i trattamenti e le condizioni di vita” spiega Denis Faccioli, Presidente di Tech4Life.
“Le metodiche che stanno alla base della medicina in silico, sostituendosi o affiancandosi ai più tradizionali metodi sperimentali, con particolare riferimento a sperimentazione animale e clinical trials, permettono una consistente riduzione dei costi economici, temporali ed etici legati alla progettazione, validazione ed ottimizzazione di procedure e dispositivi clinico chirurgici”, evidenzia Emanuele Luigi Carniel.













