“Anche in questi giorni assistiamo alla diatriba sulla carenza di manodopera nei servizi turistici, derivante in buona misura dal restringersi della disponibilità da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che, quando possono, prediligono percorsi professionali meglio regolamentati che permettono di conciliare meglio i tempi di lavoro con quelli di vita”, dice Michele Bertucco consigliere di In Comune per Verona – Sinistra Civica Ecologista.
“Da dopo la pandemia assistiamo al fenomeno delle dimissioni volontarie dei lavoratori, in particolare del settore dei servizi, e del turismo e alle aziende che faticano a trovare personale. Il Comune della quarta o quinta città turistica del Paese non dovrebbe essere sordo e cieco rispetto a questa situazione”.
“Anche a Verona serve un Patto per il Lavoro, sul modello di quanto già stipulato a Bologna per i diritti dei riders e del lavoro digitale o a Milano per la sostenibilità e l’inclusione sociale, che aiuti questo settore, vitale per la nostra economia, a riprendersi con il piede giusto – spiega il consigliere -. Significa rispetto dei contratti nazionali di lavoro, reciproco riconoscimento dei diritti, riduzione dell’occupazione nera o grigia. Significa formazione da entrambi i lati, sia da parte delle imprese, che dovrebbero guardare ad un turismo qualificato e di qualità, sia da parte dei lavoratori che dovrebbero conoscere meglio diritti e doveri”.
“In Comune per Verona – Sinistra Civica Ecologista chiede e propone questo impegno a carico della prossima amministrazione comunale, da portare avanti assieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e alle associazioni di categoria. Il fatto stesso che il Comune riprenda ad occuparsi di lavoro e di sviluppo sarebbe di una enorme utilità dopo anni in cui il tema è stato per lo più ostaggio e materia di ricatto nell’ambito delle grandi speculazioni immobiliari con l’invasione dei centri commerciali sotto Tosi e dei grandi alberghi sotto Sboarina. Se davvero vogliamo emanciparci da città turistica mordi-e-fuggi dobbiamo prepararci a riqualificare il settore del turismo sotto tutti i punti di vista”.













