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Sanità, ok dal Consiglio Veneto al discusso Pdl 115, Zaia: “Misure urgenti per curare le persone”

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“Un provvedimento importante che ha anche lo scopo di rendere il più veloce possibile una manovra che dia una risposta immediata alla difficoltà di reperire personale per la sanità veneta. Continuiamo a fare squadra per affrontare un momento difficile che è tale in tutta Italia, non certo solo per il Veneto. Tutti questi giovani medici costituiranno linfa vitale fino a che, soprattutto a livello nazionale, non si troveranno soluzioni strutturali, sia per semplificare l’accesso alla professione, sia per difendere e valorizzare il lavoro di medico che una serie di circostanze hanno reso oggi meno attrattivo di un tempo”.

A dirlo il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al termine della seduta del Consiglio Regionale che ha dato il via libera al Pdl 115 – disposizioni di adeguamento ordinamentale 2022 in materia di politiche sanitarie e sociali, compresi due emendamenti presentati dalla Giunta sui quali, nella scorsa seduta del Consiglio, erano state sollevate polemiche sulle modalità di presentazione.

L’Assessore alla Sanità Lanzarin focalizza la sua attenzione su due elementi in particolare: “Si tratta di andare nella direzione di allentare la tensione sul fronte della carenza di medici, che è una priorità assoluta, lavorando sul solco del documento approvato dalle Regioni italiane all’unanimità e inviato tempo addietro al Ministro della Salute. Altre Regioni, come la Toscana, si sono già mosse in questo quadro con semplici delibere. Noi abbiamo scelto la via dell’inserimento nel pdl ordinamentale anche per dare più solennità alle scelte fatte che, così, sono di tutto il Consiglio Veneto”.

“Per la medicina territoriale – dice l’assessore – viene autorizzato un incremento del massimale di scelte degli incarichi temporanei di assistenza primaria assegnati ai medici in formazione specifica in medicina generale. Sia chiaro che si tratta di medici a tutti gli effetti, laureati e abilitati, pur senza la specializzazione che, come più volte ribadito saranno seguiti da dei tutor lungo tutto il percorso come previsto per legge. Le Aziende, di fatto, potranno prevedere nelle convenzioni per incarichi temporanei un massimale di scelta fino a un massimo di mille assistiti per il primo anno, e di milleduecento assistiti per gli anni successivi al primo. Per quanto riguarda i medici iscritti al corso di formazione specifica in Medicina Generale, oltre al mantenimento della borsa di studio, è stato, è, e sarà, interamente garantito, sin dalla prima applicazione (2020), il compenso previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale composto da quota capitaria e relative indennità”.

“Sul fronte del Sistema di emergenza-urgenza – fa presente Lanzarin – è prevista la proroga fino al 31 gennaio 2024 di contratti a tempo determinato, di rapporti in convenzione o di altre forme di lavoro flessibile. Inoltre, le attività documentate da un numero di ore equivalente ad almeno quattro anni di servizio del personale medico del servizio sanitario nazionale a tempo pieno, anche non continuative, potranno essere maturati fino al 30 giugno 2022 e nei quindici anni precedenti presso i servizi di emergenza-urgenza ospedalieri del servizio sanitario nazionale. Si prevede, inoltre, che, per il triennio 2022-2024, i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione, possano prestare servizio, al di fuori dell’orario dedicato alla formazione, a supporto dei servizi di emergenza-urgenza ospedalieri tramite contratti libero professionali”.



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