Home Articoli Nuovo Hotel di lusso in via Garibaldi, per la sinistra: “Nessun confronto, la toppa della maggioranza quasi peggio del buco”

Nuovo Hotel di lusso in via Garibaldi, per la sinistra: “Nessun confronto, la toppa della maggioranza quasi peggio del buco”

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Se per il sindaco uscente e l’assessore all’urbanista, “la futura riqualificazione dell’immobile ex Unicredit in via Garibaldi è un altro tassello della nostra visione complessiva della città. La Verona del Terzo Millennio ha l’ambizione di essere ancora più internazionale e innalzare ulteriormente la propria attrattività per gli investitori”, la sinistra veronese ha altro da dire.

“La conclusione frettolosa dell’operazione in via Garibaldi è l’atto finale della anti-pianificazione urbanistica dell’Amministrazione, che ha fatto passare in Giunta un progetto di tale portata senza che in questi anni vi sia stata una vera e propria discussione in Commissione, in Consiglio Comunale o con la cittadinanza”, commenta Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi.

“Con queste premesse, la delibera sul cambio di destinazione d’uso degli immobili di Fondazione Cariverona in via Garibaldi che il Consiglio è stato chiamato a votare ieri sera si è trasformata in una mossa da campagna elettorale, dettata dalla fretta di concludere prima dello scadere del mandato, in barba alla portata che una decisione simile comporta per Verona e per il futuro del suo centro storico”.

“Traguardi ha scelto di non esprimersi perché è impensabile, infatti, esprimersi in qualsiasi modo, a favore o contro un progetto non condiviso, privo di qualsiasi idea in merito alle opere compensative da realizzare con il contributo di sostenibilità, totalmente scollato da una programmazione urbanistica complessiva e che non fornisce un piano di slancio e una nuova visione del centro storico e della sua viabilità – spiega Tommasi -. Il modus operandi che presuppone di arrivare a una conclusione in fretta e furia “tanto per” crea un precedente pericoloso con il quale Traguardi non vuole avere nulla a che fare”.

“Il voto di ieri sera sul cambio di destinazione d’uso degli immobili di Fondazione Cariverona in via Garibaldi 1 ha rappresentato il tentativo maldestro di mettere una pezza ad una delibera preparata dall’amministrazione comunale così male da determinare divisioni nella stessa maggioranza – dicono senza mezzi termini Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani del Pd -. Era infatti evidente che, una volta saltata (o rinviata a tempo indeterminato) la contropartita culturale su Castel San Pietro e Palazzo del Capitanio, la diatriba sul nuovo hotel di lusso diventata priva di ogni significato politico”.

“Di qui la nostra scelta di non partecipare al voto, rinforzata anche da tutte le considerazioni in ordine alla mancanza di condivisione e consultazione con il territorio, i cittadini, le categorie economiche (che giustamente hanno protestato) e la Circoscrizione (alla quale era stata raccontata tutt’altra storia)”.

“Anche i 500 mila euro su Palazzo Forti, che la maggioranza ha vantato di aver spuntato come compensazione ‘aggiuntiva’, soffrono della medesima mancanza di prospettiva: quale sarebbe il progetto culturale dietro a questo investimento? Non è dato saperlo – dicono i consiglieri -. Ridondanti e fuori contesto sono poi gli investimenti sull’accessibilità del Teatro Romano per cui ci sono già i bandi in corso del Pnrr”.

“Non da ultimo, rasenta il ridicolo la beatificazione fatta dalla maggioranza dell’intervento sulla cortina novecentesca che ripara il Teatro Romano: per quanto bene venga riadattata, non riuscirà a nascondere la semplice verità per cui il teatro romano è tenuto in piedi da dei pali di alluminio, a testimonianza che la vera emergenza è il suo restauro – sottolineano dal Pd -. Ma su questo, ripetiamo, gli strumenti sono altri, a partire dall’Art Bonus che purtroppo finora è stato indirizzato solo per l’Arena. Con un ordine del giorno condiviso dalle minoranze, abbiamo chiesto di investire il contributo di sostenibilità di 1,3 milioni di euro per finanziare il piano di abbattimento delle barriere architettoniche, che solo in centro storico cuba la bella cifra di 6 milioni di euro e ad oggi non è finanziato. Bocciato”.



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