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In mostra le storie dei veronesi che saranno ricordati dalle pietre d’inciampo

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Le storie di Tullio Basevi, Gilda Forti, Lina Arianna Jenna e Ruggero Jenna, raccontate in una mostra. Quattro veronesi deportati durante la seconda guerra mondiale e morti nei campi di sterminio. Vite spezzate di cui la città vuole fermare il ricordo nel tempo. A breve, infatti, la memoria sarà perpetua con il posizionamento delle pietre d’inciampo. Prima però la ricerca storica diventa una mostra aperta a tutti.
 

Dal 21 aprile all’8 giugno, negli spazi dell’Archivio di Stato, saranno esposti i pannelli con le fotografie e i documenti dell’epoca che ripercorrono “La grande Storia e le piccole storie”. Quelle di concittadini veronesi che l’Associazione Figli della Shoah ha voluto mettere in luce coinvolgendo anche gli studenti della città.
 

L’esposizione è realizzata con il patrocinio del Comune di Verona e il contributo della Regione Veneto e della Comunità ebraica di Verona e Vicenza.
 

“I fatti di cronaca ci insegnano che non si può mai abbassare la guardia – afferma il sindaco Federico Sboarina -, davanti a ‘La grande Storia’ così come alle ‘piccole storie’. Esattamente quello che questa mostra mette in luce, frutto di una importante ricerca storica realizzata con il coinvolgimento dei giovani studenti scaligeri. Documenti e testimonianze che portano nomi e cognomi di nostri concittadini, ricordati anche dalle prime pietre d’inciampo veronesi. Uno sguardo dritto sulla storia che, anche a distanza di anni, ci permette di riflettere su quanto successo in passato e impegnarsi affinché non si ripetano mai più simili tragedie”.
 

“L’idea di questa mostra nasce dall’osservare come i giovani, attraverso i programmi scolastici, affrontino lo studio della storia in modo teorico, con p o chi riferimenti a documenti di qualsiasi tipo – afferma Roberto Israel, cons i gliere nazionale Associazione figli della Shoah -. Da queste premesse parte l’idea di avvicinare i giovani alla “piccola storia”, quella avv e nuta vicino a noi, attraverso la ricerca, il recupero e l’analisi di alcuni documenti contenuti nell’archivio di Verona, riguardanti le sorti della c o munità ebraica di Verona dall’entrata in vigore delle leggi razziste dal 1938 al 1945”.
 

Grazie all’iniziativa di Roberto Israel e all’impegno dei giovani studenti Giulia Agugiaro, Giulia Andreis, E m ma Faccio, Martina Pasini, Agnese Romanelli del Liceo Maffei e di Azzurra Lepre del Liceo Fracastoro di Verona, affiancati dalle profess o resse Cristina Antonini e Francesca Guerra e coordinati da Nadia Olivieri, docente e ricercatrice dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, è stato possibile restituire il volto e la s toria di queste persone. Veronesi che conducevano vite normali, di cui gli archivi pubblici e privati hanno potuto restituire solo qualche frammento.
 

Per visitare la mostra è necessario prenotarsi via mail all’indirizzo as-vr@beniculturali.it . L’esposizione sarà aperta tutti i giovedì, dalle 9.30 alle 16.30, e il sabato mattina, dalle 9.30 alle 12.30. 



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