Stretta in arrivo dalla Regione Veneto per contrastare il fenomeno delle Baby Gang. Il Consiglio Regionale ha approvato la mozione per contrastare, a tutti i livelli, il fenomeno sempre più dilagante. Era stata presentata dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi, come primo firmatario, assieme ai colleghi Boron, Dolfin, Favero, Sandonà, Zecchinato e Barbisan.
I consiglieri veneti hanno rilevato che il fenomeno delle Baby Gang in Italia sta subendo un preoccupante sviluppo, con incrementi considerevoli a seguito dei lockdown, dopo i quali gli atteggiamenti antisociali e aggressivi degli adolescenti sono sfociati anche in reati di nuova fattispecie (atti vandalici alle autovetture e sugli autobus), oltre che per i consueti reati continuativi. È accaduto anche a Verona, nel quartiere di Borgo Roma, sul Lago di Garda, a San Michele e non solo, come denunciato più volte anche da Michele Croce, che nei mesi scorsi ha dato il via ad una raccolta firme per fare in modo che l’Amministrazione mettesse limite al fenomeno.
Commenta Valdegamberi: “Insieme ad una criminologa molto esperta, la dottoressa Giusy Calabro, ed in collaborazione con le Forze dell’Ordine abbiamo fatto una approfondita analisi del fenomeno nel corso dell’ultimo anno. Con questa mozione vogliamo dare delle linee operative da seguire per aggiornare la normativa ai diversi livelli ed affrontare in modo efficace il fenomeno”.
I consiglieri regionali hanno ritenuto che occorra predisporre un piano coordinato tra amministrazioni comunali e forze dell’ordine, che includa azioni preventive educative e coercitive per arginare il fenomeno. In primis va creata una banca dei dati che agevoli gli operatori della Questura e del Comando dei Carabinieri di Verona nel monitoraggio delle varie baby gang, senza tralasciare l’aspetto riabilitativo e assistenziale dei soggetti coinvolti. La mozione approvata impegna la Giunta Regionale a realizzare tutta una serie di iniziative ed a farsi promotrice presso le istituzioni competenti di altre, che non sono di competenza regionale.
Tra le iniziative: la creazione di osservatorio permanente che raccolga i dati per monitorare costantemente il fenomeno delle Baby Gang. Il coinvolgimento e responsabilizzazione delle famiglie dei minori, con la perdita dell’alloggio pubblico in caso di recidività e mancata sorveglianza. Percorsi formativi e di servizio sociale obbligatorio per i minori coinvolti nelle gang. Decadenza da ogni beneficio regionale, ma anche statale e comunale, trattenendolo da chi esercita la patria potestà sui minorenni o direttamente dagli interessati se maggiorenni, destinando le somme al risarcimento delle vittime dei reati.













