Home Articoli Wadowice chiama, Sona risponde: l’appello della città polacca che sta accogliendo migliaia di profughi ucraini

Wadowice chiama, Sona risponde: l’appello della città polacca che sta accogliendo migliaia di profughi ucraini

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Arriva dall’Amministrazione di Wadowice, città natale di Giovanni Paolo II e città gemellata con il Comune di Sona da oltre vent’anni, l’accorato appello di aiuto ad una comunità fortemente impegnata nell’accoglienza delle migliaia di profughi ucraini che fuggono dai bombardamenti e nel sostegno alla popolazione rimasta in Ucraina.

La drammaticità della situazione è davanti agli occhi di tutti ma è pur vero che la Polonia sta vivendo la tragedia molto più da vicino rispetto ad altri paesi europei, attraverso la viva testimonianza degli ormai oltre 2 milioni di rifugiati ai quali stanno dando ospitalità dai primi giorni del conflitto, in prevalenza donne e bambini, molti dei quali minori non accompagnati. È da questo contesto che giunge a Sona, direttamente dal Comune di Wadowice, una richiesta di solidarietà che individua, con molto precisione, beni di prima necessità da inviare con urgenza ai campi di accoglienza al confine ucraino: kit di pronto soccorso, stetoscopi, sfigmomanometri, termometri, barelle, tavole ortopediche con rinforzo per la testa e cinghie, generatori, motoseghe, estintori, sedie pieghevoli, materassi, materassini, sacchi a pelo, calderoni per la cottura dei pasti sul fuoco, fornelli, walkie-talkie e powerbank.

Maria Cholewa, funzionaria del Dipartimento promozione del Comune di Wadowice, ringrazia i cittadini sonesi: “Per tutti gli atti di solidarietà ricevuti dall’inizio dell’attacco della Russia alla nostra vicina Ucraina. Vi chiediamo di unirvi a noi ancora una volta raccogliendo questi prodotti di cui ci giunge richiesta dai cittadini ucraini che si stanno strenuamente opponendo all’aggressore russo. Qualsiasi tipo di supporto sarà molto importante”.

I beni di cui la città polacca ha fatto richiesta sono specifici, in risposta alle necessità provenienti dal confine ucraino e, grazie anche alla collaborazione con l’associazione “Il Dono” di Lugagnano, il materiale richiesto si sta assemblando presso la Casa di Alice in via Kennedy 15, a Lugagnano di Sona, dove è possibile recarsi per donare dal lunedì al sabato dalle ore 8:30 alle ore 12:00 ed eventualmente anche nel pomeriggio, su appuntamento, telefonando al numero 045 6091290.

Sollecitati dal legame di amicizia con la Comunità di Wadowice e “spinti dal senso di responsabilità umana, oltre che civica, che ci impone di reagire all’aberrazione della guerra, qualunque sia la sua genesi, stiamo organizzando la raccolta del materiale richiesto. L’appello giuntoci da Wadowice è alquanto impellente, quindi sarebbe necessario rispondere con una prima raccolta entro il 6 di aprile – dichiara il Sindaco di Sona, Gianluigi Mazzi –. Rivolgo perciò un nuovo appello alla Comunità di Sona chiedendo, laddove possibile ed in base alle proprie disponibilità, di contribuire alla raccolta dei beni indicati. Grazie per la sensibilità e la solidarietà che i nostri concittadini hanno già testimoniato e, sono certo, continueranno a dimostrare”.



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