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Media e disagio giovanile, un riconoscimento ai giornalisti Eleonora Daniele e Alessandro Politi

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Sono stati consegnati oggi nella Loggia di Fra’ Giocondo al Palazzo Scaligero, i riconoscimenti a Eleonora Daniele, conduttrice del programma di Rai 1 Storie Italiane e all’inviato Alessandro Politi, per aver dato spazio al tema del disagio giovanile in diversi servizi da Verona e provincia.

Erano presenti: il Vicepresidente della Provincia, David Di Michele, il Consigliere provinciale con delega ai Servizi Sociali, Diego Ruzza, il Viceprefetto Gabriella Mucci, l’Assessore del Comune di Verona Francesca Toffali e il direttivo dell’associazione “Gli Invisibili”. Alessandro Politi ha ritirato in Loggia entrambi i riconoscimenti, promossi dall’associazione “Gli Invisibili” con il sostegno della Provincia di Verona.

I servizi di Politi e Daniele – hanno ricordato i fondatori dell’associazione, nata per tutelare e assistere chi vive ai margini della società – sono espressione “del miglior servizio pubblico: professionale, preparato, competente e sensibile nel trattare situazioni delicate di disagio sociale”.

“Verona è una città attenta sul tema del disagio giovanile, problema diffuso in tutto il territorio nazionale – ha sottolineato Politi -. Spero si operi sempre con più energia per recuperare i nostri giovani in difficoltà, siamo ancora in tempo per farlo. Durante i servizi da Verona ho avuto modo di confrontarmi con diversi colleghi del territorio che svolgono un ottimo lavoro: desidero condividere con tutti loro questo riconoscimento”.

“Il Covid ha inciso sul quotidiano dei nostri ragazzi – ha ricordato il Vicepresidente Di Michele –. All’incertezza naturale che caratterizza un periodo di crescita e sviluppo si è sommata quella dovuta alla pandemia, affrontata spesso in isolamento rispetto ai contesti sociali adatti, come la scuola e lo sport. Per molti, ritrovare la rotta non è facile. Una corretta informazione però aiuta a comprendere meglio quello che sta accadendo, a rendere più consapevoli i cittadini, a promuovere con più forza le attività a sostegno dei giovani, come quelle portate avanti dall’associazione ‘Gli Invisibili’ e da tante altre nel nostro territorio”.

“Le cosiddette ‘devianze’ non hanno ovviamente una sola causa – ha affermato Giuliana Guadagnini, vicepresidente dell’associazione Gli Invisibili e psicologa -. Si tratta di un fenomeno multifattoriale, che può avere molte radici. Stiamo lavorando per costruire e attuare percorsi nelle scuole con esperti del nostro territorio, perché la prevenzione deve partire dalla cultura educativa. Questo premio e questa cerimonia sono un’occasione per sensibilizzare ancora una volta sul problema della microcriminalità, delle baby gang, della normalizzazione della violenza nella società e del disagio sociale, in particolare in età adolescenziale”.



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