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“Sostegni ai concessionari di impianti sportivi e natatori”, approvata la mozione di Bozza

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Sostegno agli impianti sportivi e natatori: approvata dal Consiglio regionale la mozione del Consigliere di Forza Italia Alberto Bozza, con la collega Elisa Venturini. Bozza chiedeva alla Regione Veneto di impegnarsi con ogni strumento, anche nei confronti del Governo, a sostenere con adeguate risorse i concessionari degli impianti sportivi, in particolare quelli natatori. Concessionari colpiti pesantemente prima dalla crisi da Covid 19, che ha ridotto le attività sportive e quindi le entrate, e poi azzoppati dall’ulteriore crisi energetica.

“Il costo di luce e gas per gli impianti natatori di grandi dimensioni è aumentato di circa 115 mila euro annui, per quelli di piccole dimensioni di circa 57.500 euro annui” dice Bozza, primo firmatario della mozione e anche, lo scorso luglio, della proposta di legge statale (pure approvata dal Consiglio regionale) sulla rinegoziazione di durata e condizione dei canoni tra concessionari degli impianti sportivi ed enti locali (in primis i Comuni).

Bozza, nel presentare la mozione in aula a Palazzo Ferro Fini, ha detto “che è urgente intervenire prima che la situazione per i concessionari degli impianti sportivi degeneri irrimediabilmente, con gravi conseguenze economiche e sociali. Penso a quanti impianti sono di proprietà pubblica e a rischio depauperamento in caso di chiusure, a chi rischia di rimanere senza lavoro, ma penso anche ai nostri ragazzi che rischiano di avere sempre meno occasioni per fare sport”.

Non solo interventi urgenti, occorre anche pensare a politiche di medio respiro. Bozza ha ricordato il Fondo Sport e Bonus Energia del Governo, ma anche la delibera approvata dalla Regione Lombardia per il sostegno al credito delle Pmi dei settori più colpiti dalla crisi per la pandemia, tra le quali proprio quelle del mondo sportivo e natatorio.

“La Lombardia – ha detto Bozza –  si fa garante di finanziamenti a medio termine fino a 100 mila euro, e l’ente creditore coinvolto dà un contributo a fondo perduto del 10 per cento del valore del finanziamento. Credo che anche la Regione Veneto debba pensare a politiche mirate di sostegno al credito per le aziende dei settori più colpiti dalla pandemia, piscine, palestre, filiera del turismo e della cultura”.    



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