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Concerto straordinario al Teatro Filarmonico in occasione della Giornata dei diritti della donna

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Fondazione Arena presenta un concerto straordinario realizzato dai complessi artistici areniani con la guida della direttrice Chiara Casarotto in occasione dei cento anni dall’istituzione in Italia della Giornata dei diritti della donna. Un programma elegante e vario che spazia dall’elegia romantica tedesca alla musica vocale inglese del ‘900 passando per raffinate pagine francesi.

Dopo l’inaugurazione della Stagione Lirica affidata ad un team creativo interamente femminile, saranno protagoniste del concerto straordinario dell’8 marzo soliste, soprani, mezzosoprani e contralti del Coro della Fondazione Arena, accompagnate dal quartetto d’archi dell’Orchestra areniana e al pianoforte dal Maestro del Coro Ulisse Trabacchin.

“Questa iniziativa vuole essere di respiro internazionale, come il programma del concerto stesso, – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena – e lascia spazio a pagine e interpreti femminili. Noi in Fondazione abbiamo già concretamente dimostrato come sia possibile la parità di genere in proposte, qualità e competenze, sia nella Stagione Artistica del Teatro Filarmonico, sia all’Arena di Verona”.

Il concerto straordinario dell’8 marzo sarà anche occasione per l’esordio sul podio veronese della giovanissima Chiara Casarotto, che afferma: “Il programma musicale è assolutamente inedito e frutto di una ricerca accurata nel non vasto né facile repertorio corale per voci femminili. Col M° Trabacchin e il Coro della Fondazione, abbiamo creato un percorso cronologico coerente e godibile: sarà un’occasione unica di ascoltare musica rara, da alcuni dei più grandi autori fra ‘800 e ‘900, pressoché sconosciuta ma bellissima, affidata ad un organico raffinato e speciale nell’esplorazione di sonorità nuove e avvincenti”.

Nell’ottica di offrire i tratti più efficaci e le atmosfere più rappresentative delle diverse culture musicali d’Europa di fine ‘800, si va infatti dal delicato salmo di Rheinberger ai seducenti colori dei coevi Francesi: la notte misteriosa di Saint-Saëns, i maliosi fiori di Massenet, il Madrigale di Fauré. Si conclude con la natura vista dal tardo-romantico inglese Elgar e con un’autentica chicca di rarissima esecuzione: le Songs per 7 parti in cui l’originalissimo Holst esplora sonorità non tradizionali, artifici espressivi inusuali, dissonanze e armonie innovative ma mantenendo sempre una cantabilità tipicamente britannica. Ad incorniciare il programma vi sono alcuni brani più noti e amati dal grande pubblico: l’apice tardoromantico di Brahms con la trascrizione del terzo movimento dalla Sinfonia n. 3, il duo per violoncello e pianoforte Après un rêve di Fauré e la celeberrima Meditation di Massenet dall’opera Thaïs per violino e pianoforte.



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