È iniziato ieri sera durante la seduta del Consiglio comunale l’esame del bilancio di previsione 2022-2024. Caratteristiche e criticità del documento finanziario sono state illustrate all’aula dall’assessore al Bilancio Francesca Toffali. Collegati alla delibera sono stati finora presentati 915 emendamenti e la spesa corrente per il 2022 ammonta a 319.581.439, nel 2021 era di 317 milioni di euro, nel 2020 di 340,3 milioni di euro.
“Un bilancio di previsione che punta, ancora una volta – spiega l’assessore Toffali – a fronteggiare la situazione di crisi collegata alla pandemia e il suo impatto sulle entrate comunali. Purtroppo, da parte del governo quest’anno non è stato previsto alcun fondo per garantire l’esercizio delle funzioni fondamentali, come avvenuto per il 2020 e il 2021. Le scelte introdotte dall’Amministrazione a partire dal 2018, che hanno garantito una gestione più attenta dei servizi e soprattutto la riduzione delle spese inutili e gravose per il Comune, hanno consentito di recuperare fondi importanti per sostenere le quattro macro aree di maggior interesse per l’Amministrazione: famiglia e sociale, cultura e turismo, ordine e sicurezza, strade e giardini. In questo modo, anche a fronte di un bilancio molto contratto, come quello registrato per il 2022, siamo stati in grado di garantire i servizi erogati ai cittadini veronesi e l’aumento delle risorse in favore delle famiglie e delle categorie più fragili della popolazione. In particolare, abbiamo riconosciuto un fondo straordinario di 800 mila euro per le misure volte ad alleviare il disagio economico ai nuclei familiari, con sostegni per gli aumenti delle bollette, nonostante si siano presentate delle spese obbligatorie non prevedibili per un importo complessivo di euro 5,5 milioni quali l’incremento delle spese dell’energia elettrica, del gas e dell’illuminazione pubblica e nonostante l’incremento di circa 2,4 milioni della spesa del personale per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro”.
All’illustrazione dell’assessore è seguita la relazione di minoranza effettuata dal capogruppo Sinistra Verona in Comune Michele Bertucco che critica duramente l’operato dell’amministrazione. “Questa giunta chiude ingloriosamente la propria esperienza – dichiara il consigliere –, con un bilancio che è il ripersi delle promesse elettorali mai realizzate. Non siete stati in grado di realizzare alcuna opera di rilievo e se qualcosa sarà realizzato e solo grazie ai finanziamenti giunti attraverso il PNRR. Le opere pubbliche che avete prospettato sono infatti quelle che dal 2017, di anno in anno, ripresentate senza concludere mai nulla. Il vostro è un bilancio da campagna elettorale, con al suo interno solo promesse che non troveranno mai realizzazione. Manca la volontà di intervenire veramente in favore della città. Non calano le tasse e non ci sono progetti seri di intervento in favore delle fasce più deboli, gravemente penalizzate dalla crisi economica collegata alla pandemia. Sul fronte delle società partecipate, attualmente a quota 126, non è stata messa in atto alcuna politica di razionalizzazione. Molte di queste società hanno un’utilità solo politica e presentano una gestione inefficiente. In questo bilancio restano purtroppo vive molte voci che aggravano il Comune di costi di gestione inutili”.
“Il bilancio più difficile e complicato degli ultimi cinque anni – sottolinea il sindaco Federico Sboarina – costruito senza alcun supporto finanziario da parte dello Stato che, rispetto allo scorso anno, non ha riconosciuto alcun fondo per garantire l’esercizio delle funzioni fondamentali dell’Ente. Ad aggravare ulteriormente la situazione è giunto quest’anno il rincaro bollette, che se da una parte condiziona pesantemente la vita di famiglie ed imprese, dall’altra rappresenta per il Comune un aumento dei costi pari a quasi 6 milioni di euro. Una questione che ha colpito tutti gli enti locali italiani e non solo Verona”.













