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Fattorie sociali verso la semplificazione normativa, Andreoli e Sponda: “Una risposta concreta alle richieste degli operatori del settore”

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Semplificare le procedure relative all’iscrizione dell’elenco regionale delle fattorie sociali: la Terza Commissione ha approvato il parere per modificare l’iter che porta al riconoscimento di queste attività, che attualmente in Veneto sono 33, di cui 8 nella provincia di Verona.

Il presidente della Commissione, il consigliere regionale della Lega Marco Andreoli, e la collega Alessandra Sponda esprimono soddisfazione per il provvedimento, che verrà ora deliberato dalla giunta per entrare in vigore: “Un grande passo in avanti per le fattorie sociali del nostro territorio e per coloro che intendono intraprendere una nuova attività. Il settore ormai non si occupa solamente di coltivare prodotti di eccellenza destinati all’alimentazione, ma anche di portare avanti sempre di più politiche agricole volte al miglioramento dell’ambiente e alla riduzione dell’inquinamento, fornendo nuovi servizi alla comunità. In queste preziose realtà vengono coinvolte tante persone che presentano delle forme di disagio sociale o di svantaggio psico-fisico, le quali hanno così la possibilità di socializzare imparando un nuovo mestiere e avendo la possibilità di acquisire ulteriori competenze e professionalità. Una strada per costruire un futuro migliore per sé e per la propria famiglia”.

Il provvedimento prevede che la modulistica da compilare per accedere all’elenco regionale verrà resa più semplice. “Oggi la procedura è molto complessa, l’obiettivo è quello di velocizzare l’iter burocratico – proseguono Andreoli e Sponda -. La raccolta dei pareri, tra cui quelli di Ulss e Comune, avverrà sempre attraverso la conferenza dei servizi. La presa d’atto avverrà, però, da parte del direttore regionale di area, senza il passaggio dalla giunta regionale”.

Il nuovo regolamento prevede inoltre che la possibilità di cambiare l’ambito di azione dell’attività all’interno dell’elenco regionale e di subentrare ad un’altra fattoria, senza dover ripresentare la domanda. “Anche il piano aziendale che dovrà essere presentato potrà essere più semplice rispetto ad oggi. Questa scelta rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate dalle categorie degli agricoltori e degli operatori del settore. L’auspicio è che questa importante semplificazione possa dare nuovo impulso a questo tipo di attività, che rappresentano una risorsa preziosa anche nell’ottica dell’inserimento lavorativo per le fasce deboli della popolazione”, concludono Andreoli e Sponda.



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