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Giorno del Ricordo, in Gran Guardia le testimonianze degli esuli

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Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda del confine orientale: questo è quello che ogni anno si vuole commemorare con il Giorno del Ricordo.

La cerimonia è iniziata al Cimitero Monumentale, con la deposizione di una corona davanti al monumento per le ‘Vittime delle foibe, gli Esuli deceduti lontano dalla loro terra d’origine e tutti i Defunti rimasti’. Tra le autorità presenti, il sindaco Federico Sboarina, il Prefetto Donato Cafagna, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, il Comandante del Comfoter di Supporto Massimo Scala e la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Loredana Gioseffi. L’Anvgd, infatti, ogni anno affianca Comune e Prefettura nell’organizzazione delle cerimonie ufficiali.

La commemorazione si è poi spostata in Gran Guardia, dove si sono susseguiti interventi, testimonianze e video. Per il secondo anno senza pubblico, ma in diretta streaming, per consentire a tutti i veronesi e agli studenti di seguire la cerimonia. E i racconti degli esuli Marina Smaila e Giuseppe Piro, testimoni del dramma che scelsero Verona come loro seconda Patria. Di Anna Rismondo è stato letto uno scritto inviato per l’occasione.

“Questa è una ferita che ancora non è stata ricucita, dopo oltre 70 anni da quei tragici fatti – ha detto il sindaco -. Questo perché, per moltissimo tempo, fu una pagina strappata alla storia nazionale. Taciuta e nascosta. Mai apparsa sui libri. Mai al centro dell’opinione e indignazione pubblica. Eppure tanti nostri connazionali persero casa, identità, radici, dignità e persino la vita”.

Tra gli interventi anche quello del presidente della Consulta provinciale studentesca Giacomo Girardi. La commemorazione è proseguita con la consegna, da parte del Prefetto, del riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica ai congiunti delle vittime Gualtiero Pilotto e Domenico Torre. Subito dopo, Stefano Zecchi, in video collegamento ha illustrato la sua ultima opera “Quando ci batteva forte il cuore”, ambientata a Pola nel corso della seconda Guerra Mondiale e nel dopoguerra. Gli attori Caterina Chiappini, Federico Troiano e Nicolò Zecchini del Teatro Nuovo hanno dato lettura di alcuni brani accompagnati dalla proiezione di immagini. Ed infine le testimonianze e la proiezione del video “C’era una volta … Istria italiana, Fiume italiana, Zara italiana” a cura di Paolo Plazzi. La cerimonia si è conclusa sulle note del “Va, pensiero” di Verdi, denominato il canto degli esuli.

Alle ore 12, il sindaco ha partecipato alla commemorazione organizzata dalla Questura di Verona per ricordare l’ex Questore di Fiume Giovanni Palatucci.

Stasera, dalle ore 19, per la prima volta, Palazzo Barbieri sarà illuminato di rosso per ricordare il sangue dei martiri istriani, friulani e dalmati. E domani, venerdì 11 febbraio, alle ore 10.30, in occasione della cerimonia organizzata dalla Quarta circoscrizione, verrà deposta una corona d’alloro in piazza Martiri d’Istria, Fiume e Dalmazia, nel quartiere di Santa Lucia.



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