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Univr, tumore al pancreas: il nuovo studio sulla risposta all’immunoterapia

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Un nuovo studio coordinato dall’ateneo di Verona offre nuove prospettive per la cura del tumore al pancreas. Attraverso la ricerca, condotta da Francesco De Sanctis, ricercatore del dipartimento di Medicina, e da Vincenzo Bronte, direttore della sezione di Immunologia come autore senior e corrispondente, si è dimostrato come la riprogrammazione del microambiente tumorale possa favorire la risposta delle cellule ai trattamenti di immunoterapia.

Il titolo dello studio è “Interrupting the nitrosative stress fuels tumor-specific cytotoxic T lymphocytes in pancreatic cancer” ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal for Immunotherapy of cancer. Il tumore del pancreas è una delle neoplasie più aggressive: caratterizzato da un’elevata mortalità, è anche uno tra i meno responsivi ai trattamenti di cura.

I ricercatori hanno analizzato le modalità in cui esso resiste alle terapie. “Abbiamo scoperto che il tumore pancreatico recluta preferenzialmente cellule immunitarie di natura mieloide con elevata capacità immunosoppressiva a scapito di linfociti T, promuovendo uno stato immunologico incapace di ostacolare la progressione tumorale – spiegano i ricercatori -. Le cellule mieloidi contribuiscono a generare un ambiente ostile per l’ingresso e la funzione dei linfociti T con attività anti-tumorale, attraverso Arginasi 1 (ARG1) e ossido nitrico sintasi 2 (NOS2). Questi due enzimi metabolizzano arginina producendo elevate quantità di composti radicali dell’ossigeno e dell’azoto, come i perossinitriti, che causano un rapido e progressivo accumulo di nitrotirosine nel microambiente tumorale. Le nitrotirosine generano una barriera chimica che ostacola l’ingresso dei linfociti nel tumore, sostenendo uno stato di progressiva immuno soppressione”.

Per contrastare la resistenza ai trattamenti, il gruppo di ricercatori ha utilizzato un inibitore di ARG1 e NOS2, chiamato AT38, dimostrando di poter riprogrammare in vivo il microambiente tumorale da pro-tumorale ad anti-tumorale. La somministrazione di AT38 in modelli preclinici di tumore al pancreas riduce l’infiltrazione e l’abilità soppressiva delle cellule mieloidi e promuove l’ingresso nel tumore dei linfociti, che aumentano l’efficacia dell’imunoterapia.

“Lo studio mette in discussione l’attuale dogma che il tumore del pancreas non sia responsivo all’immunoterapia, suggerendo piuttosto che un approccio multiplo finalizzato a riprogrammare il microambiente tumorale possa favorire l’ingresso e le azioni citotossiche di linfociti T specifici per antigeni tumorali, come la telomerasi”, concludono i ricercatori.

A finanziare la ricerca, la Fondazione Cariverona, l’Airc, il bando nazionale PRIN, il Cancer Research Institute e l’Euronanomed III di Madrid.



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