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Giornata della Memoria, il ricordo come antidoto all’intolleranza e al razzismo – VIDEO

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Per il secondo anno consecutivo, a causa dell’emergenza sanitaria, la cerimonia di commemorazione della Giornata della Memoria si è tenuta in forma ristretta, alla presenza delle sole autorità istituzionali, come previsto dalle misure per il contenimento del virus. Gli eventi sono stati trasmessi in diretta streaming per consentire ai cittadini di collegarsi, attraverso il portale del Comune di Verona e il sito della Prefettura, e assistere in tempo reale alle cerimonia.

Come sempre, il carro delle deportazioni è stato collocato in piazza Bra, memoria storica e concreta di quanto avvenuto in quegli anni terribili. una corona è stata deposta al monumento che ricorda i Deportati e le autorità hanno conferito le medaglie d’onore ai familiari dei veronesi internati, ormai scomparsi. ecco come la nostra città ha celebrato il Giorno della Memoria, ricordando la Shoah e tutte le sue vittime.

La commemorazione è iniziata in piazza Bra con la deposizione di una corona al monumento ai Deportati. Le autorità si sono spostate poi in Gran Guardia, per gli interventi ufficiali del sindaco Federico Sboarina, del Prefetto Donato Cafagna e della vicepresidente della Consulta provinciale studentesca Martina Remedi.

“Questa pandemia ci ha tolto tanto, ma non abbiamo mai permesso che ci togliesse tutto. In primis il nostro senso di comunità e i valori che, come Istituzioni, custodiamo – ha detto il sindaco -. Ecco perché, seppur con le precauzioni necessarie per il periodo che stiamo vivendo, siamo qui oggi. A distanza ma uniti per e nella memoria. L’Italia, da 22 anni, commemora l’apertura dei cancelli di Auschwitz, il campo di sterminio emblema della Shoah, momento simbolo della fine di un dramma che coinvolse l’intera umanità. Una data per non dimenticare. La nostra storia è costellata di giornate simbolo che, una dopo l’altra, sono divenute fondamenta della nostra Democrazia e del nostro Paese”.

Il primo cittadino ha poi assegnato alla memoria di Giulietta Rossini, già Croce al merito di guerra per attività partigiana, la medaglia della città, ritirata dalla figlia Lauretta. Tra le lacrime, invece, Dante Farina, deportato nel campo di prigionia Stalag X B, unico sopravvissuto presente alla cerimonia di questa mattina a cui il Prefetto ha consegnato la medaglia d’onore concessa dal Capo dello Stato. Insigniti anche i veronesi Giuseppe Bellomi, Pasquale Berardi, Guido Castelli, Aldo Gisolfi, Marcello Ledro, Ettore Livrieri, Rino Poli, Silvio Santi, Giuseppe Tagliapietra, Gaetano Tononi, tutti deceduti. A ritirare le medaglie i familiari.

È seguito l’intervento dell’oratore ufficiale, Aldo Pavia, vicepresidente Aned nazionale e presidente dell’Aned di Roma. E la proiezione della videointervista del presidente Aned Verona Ennio Trivellin. La cerimonia si è conclusa con il canto della preghiera ebraica per le anime dei defunti El MaleRachami, a cura del cantore della Sinagoga Angel Harkatz.

E’ stato deposto inoltre, da una delegazione di Verona Domani, un mazzo di fiori bianchi in onore dei sei milioni di ebrei morti. Tra i presenti, oltre ai consiglieri comunali e di circoscrizione, il presidente di Agsm-Aim Stefano Casali. “Un piccolo gesto simbolico per non dimenticare l’orrore del genocidio nazista e per ribadire la più ferma opposizione a qualsiasi forma di antisemitismo, negazionismo e xenofobia – hanno detto i rappresentanti del movimento – Quella contro l’Indifferenza è una battaglia che deve essere combattuta tutti i giorni, ma oggi più che mai vogliamo ricordare i danni irreversibili in cui si incorre ogni volta che ci giriamo dall’altra parte e fingiamo di non vedere violenza e sofferenza”.

Nel pomeriggio, a partire dalla ore 15, sono seguite le deposizioni delle corone di alloro al Cimitero Ebraico in via Badile, al Sacrario del Cimitero Monumentale e infine sotto la scultura “Filo spinato” in piazza Isolo. Alle ore 16.30, alla Società Letteraria, la presentazione del libro di Olinto Domenichini ‘Le ricerche hanno dato esito negativo’ sui giusti della Questura e le persecuzioni razziali a Verona, organizzato dall’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti.

Domenica 30 gennaio, in Gran Guardia alle ore 17.30, il concerto corale a tre voci ‘La sua cenere muta è stata dispersa dal vento’ da testi di Elie Wiesel, Primo Levi, Anna Frank e Etty Hillesum. Organizzato dai Figli della Shoah, l’evento è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

All’Università di Verona doppio appuntamento l’1 e 11 febbraio con ‘Ho promesso che parlerò’, il lungo viaggio di Edith Bruck nella memoria della Shoah, e ‘Auschwitz, storie e memorie di Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale’.


 



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