In una lunga intervista al Corriere della Sera, il campione della Roma e dell’Hellas e sindacalista dei calciatori racconta: “Mi candido a sindaco di Verona. Ma mia moglie non tifa per l’elezione. La mia vita cambiò quando visitai la scuola di Barbiana e pregai sulla tomba di don Milani . Io uno da 10? È la tipica cassanata”.
“Mi candiderò non ufficialmente con il Pd, ma con una mia lista civica, che avrà l’appoggio di tutto il centrosinistra e anche del Movimento 5 Stelle, mi auguro. I sondaggi non li vedo da ottobre e non mi esaltano. Servono a orientare chi li legge”.
E di chi ha avuto l’idea di candidarlo risponde: “Tanti. Già nel 2017 il segretario dem cittadino mi fece una proposta ufficiale. Ma la situazione era nebulosa e avrei dovuto lasciare la presidenza dell’Associazione italiana calciatori. Rifiutai. Adesso sono stato sollecitato da amici, imprenditori, docenti universitari. Anche da un idraulico. Mi hanno chiesto di fare le cose e di farle per i cittadini”.
E se al ballottaggio finisse Tosi invece di Tommasi? “Lui pesca (voti) in casa di Sboarina. Auguro a tutt’e tre e a Verona il record di votanti. Verona è una città in cui il centrodestra non può permettersi di perdere. Sul campo di Verona si gioca una partita nazionale”.
Sull’appoggio dei leader romani dice: “L’ultimo che ho incontrato è stato Carlo Calenda. Tempo fa ho parlato con Enrico Letta. Chi più chi meno, tutti i partiti hanno tifosi giallorossi”.
Dei suoi concorrenti dice: “Ho giocato a calcio sia con Sboarina sia con Tosi. Con il primo, quando era assessore allo Sport, in un incontro di ex gialloblù contro il Barcellona. Con il secondo a Fosse, sui monti Lessini. Non mi ricordo chi vinse”.
Dell’appoggio alla sua candidatura all’interno della famiglia dice: “Mia moglie Chiara è ben più di metà della mia vita, ci conosciamo dall’età di 15 anni. Mi ha detto: Se credi di dover accettare, accetta. Ma di sicuro non tifa perché venga eletto. Le mie tre figlie più grandi sono entusiaste, in particolare Beatrice, la primogenita, che sta completando alla Luiss la laurea magistrale in Scienze politiche. Sono maggiorenni, ma non votano a Verona. La mia generazione le ha deluse. Sogno di riportare i giovani alla politica”.













