Da oggi, giovedì 20 gennaio, obbligo di green pass per i clienti di parrucchieri, barbieri ed estetisti, e per chi fa visita ai detenuti in carcere. Fino al 31 marzo, per accedere a questi servizi sarà necessaria almeno la certificazione verde semplice, quella ottenuta da tampone negativo. Sono previste sanzioni da 400 a 1000 euro per i trasgressori.
Nel frattempo, il Governo si sta occupando delle attività primarie per cui il green pass non sarà obbligatorio. In generale, l’accesso libero sarà riservato ai servizi di prima necessità, come negozi di alimentari, farmacia, ottico e negozi per l’acquisto di legame o pellet per il riscaldamento. Comprese nell’elenco anche le attività all’aperto, tra cui benzinai, mercati ed edicole, e i servizi postali per il ritiro della pensione. Dal 1 febbraio, l’obbligo di green pass interesserà uffici pubblici, poste, servizi bancari, finanziari e attività commerciali.
Per quanto riguarda il sistema dei colori, l’aumento dei contagi potrebbe portare metà delle Regioni in zona arancione. Tuttavia, al tavolo tecnico a cui hanno partecipato gli esperti del Ministero della Salute e delle Regioni, si è parlato di considerare casi Covid solo i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia, escludendo quindi gli asintomatici in ospedale per altre patologie.
I governatori delle Regioni si schierano contro il sistema dei colori. “Io penso che vada eliminato – afferma il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. – Attualmente, ad esempio, in zona gialla è tutto uguale al bianco”. “I colori servono a poco e il sistema va abolito, su questo noi governatori siamo pressoché tutti d’accordo”, ha detto Donato Toma, presidente del Molise.
“C’è una platea del 90% di vaccinati – conclude il sottosegretario alla Salute Andrea Costa -. Di fronte a questo il sistema dei colori generalizzati non ha più senso. L’unico criterio che deve rimanere è quello della zona rossa”.
Un riscontro favorevole ha ottenuto l’eventuale rimodulazione del contact tracing, con l’obiettivo di focalizzarlo sui sintomatici visti gli alti numeri dei contagi. Non è stata approvata, invece, la proposta di ridurre a cinque giorni la quarantena per i positivi sintomatici.













