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Ritrovamento reperti storici a Ponte Nuovo: nessun rallentamento ai lavori

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Proseguono i lavori su Ponte Nuovo, nonostante i ritrovamenti storici dei giorni scorsi. Si tratta di reperti ottocenteschi e di resti del ponte preesistente a Ponte Nuovo che era stato fatto saltare in aria durante la Seconda guerra mondiale. La scoperta dal valore storico e archeologico non intralcia però i lavori di adeguamento statico e sismico del ponte, che a loro volta non impediranno le verifiche da parte della Soprintendenza.

Ciò è possibile anche grazie alla nuova tecnica necessaria per la bonifica bellica nelle zone in cui la strumentazione rilevava la presenza di materiale ferroso e mattoni contaminati dalle esplosioni dell’ultimo conflitto mondiale. Invece di procedere con l’escavazione prima superficiale, e poi più profonda, si lavora con una stratificazione manuale e un’ulteriore verifica tramite micropali. Questo passaggio ha comportato uno stop di cinque giorni per l’attesa del nulla osta da parte del Quinto reparto infrastrutturale dell’Esercito di Padova.

La bonifica bellica è un passo fondamentale nel programma dei lavori e si tratta di un’operazione delicata e pericolosa. Era cominciata il 10 gennaio con la tradizionale trivellazione, sospesa pochi giorni dopo a causa del continuo rilevamento di materiale ferroso a cui è legata la presenza di ipotetici ordigni bellici. In realtà, si tratta solo di mattoni contaminati da materiale ferroso e gettati nella copertura del ponte costruito nel dopoguerra. Si è ritenuto necessario un cambio di tecnica: piccoli scavi in superficie che poi proseguono negli strati sottostanti.

Come già annunciato nei giorni scorsi, il potenziale rischio durante questa fase dei lavori impone la chiusura del passaggio pedonale durante il cantiere, dalle 8.30 alle 17 circa, che resta invece aperto nel fine settimana.

La bonifica bellica durerà circa una settimana: dopo aver setacciato il Ponte dal lato della chiesa di San Tomaso, si passerà sul lato opposto, verso la Ztl. Sono previsti poi alcuni interventi da parte di Agsm per lo spostamento dei sottoservizi nell’area al lato di San Tomaso; dopodiché partiranno le attività geotecniche per la realizzazione di pali di fondazione per l’antisismica.

Il sindaco Federico Sboarina e l’Assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto si sono recati sul posto per fare il punto della situazione. Presente anche il soprintendente Vincenzo Tinè.

“L’adeguamento sismico di Ponte Nuovo è un intervento che non si poteva più rimandare a causa della pericolosità della struttura stessa – ha premesso il sindaco -. I lavori non si sono mai fermati e hanno proseguito anche dopo i ritrovamenti storici, la cui rilevanza è tale da non stoppare il cantiere. Non ci sono cantieri così rilevanti senza imprevisti,  ormai lo abbiamo imparato bene, fortunatamente in questo caso i due interventi, quello di bonifica e le verifiche sul manufatto ritrovato, possono procedere di pari passo senza uno rallentare l’altro. Quanto al passaggio pedonale, l’indicazione è quella di chiuderlo solo se strettamente necessario e per il minor tempo possibile. E la bonifica bellica è senza dubbio uno di questi casi”.

“Nonostante il cambio di tecnica per proseguire la bonifica bellica, procediamo come da cronoprogramma – ha detto Zanotto -. La strumentazione per l’escavazione tradizionale segnalava ovunque la presenza di materiale ferroso, riconducibile anche a ordigni bellici, pertanto si è dovuto cambiare metodo di verifica, scavando manualmente un pezzo di superficie alla volta. I lavori vanno avanti secondo la tabella di marcia, stiamo accelerando per recuperare il rallentamento dovuto in parte al ritrovamento storico e in parte alla diversa strumentazione da usare. Davvero pochi giorni che non influiscono sui tempi complessivi. I prossimi step riguardano lo spostamento dei sottoservizi da parte di Agsm e poi l’installazione dei pali profondi di fondazione antisismica”.

“I lavori sui ponti vanno fatti – ha aggiunto Tinè -. A Verona ogni cantiere si trasforma in un’occasione archeologica, in questo caso siamo di fronte ad un ritrovamento di valore storico ma non archeologico, che non blocca i lavori né li rallenta. Proseguiremo le verifiche per quanto di competenza, non è detto che il cantiere riservi nuove sorprese”.



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