L’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin si esprime sulla relazione riguardante l’inquinamento da Pfas presentata ieri, 19 gennaio, dalla Commissione Bicamerale Ecomafie: “Chi cerca, trova. Leggendo il verbale della Commissione Bicamerale Ecoreati, mi viene subito alla mente un paragone con la situazione sanitaria che abbiamo vissuto a causa del Covid-19 e che, purtroppo non abbiamo ancora superato. Il Veneto è stata, infatti, tra le regioni che ha effettuato più tamponi per motivi preventivi e diagnostici e la prima in Italia e in Europa che ha dovuto affrontare il problema dei Pfas, creato dalla Miteni, costringendola ad attrezzarsi velocemente per avviare monitoraggi e interventi mirati per la sicurezza e la salute dei propri cittadini. Per entrambi i motivi, invece di aver evidenziato l’operato di valore della Regione del Veneto, per diverso tempo abbiamo dovuto ascoltare polemiche puramente strumentali. Ora, finalmente, si mette in evidenza non solo che il Veneto non è l’unica regione ad essere stata colpita dalle sostanze perfluroalchiliche, ma che è stata l’unica ad essersi mossa per prima per arginare il problema”.
La Commissione Ecomafie si è mostrata preoccupata per la gravità della situazione, che non riguarda più solo il Veneto e le altre Regioni del Nord, ma tutta l’Italia. Dalla relazione è emersa la necessità di agire per tutelare l’ambiente dall’inquinamento da Pfas attraverso interventi nazionali.
Bottacin sottolinea: “sono anni che lo ripetiamo: i Pfas sono diffusi in tutta Italia. Sembrava, e per questo è stata più volte e per molto tempo additata la nostra Regione, che il Veneto fosse l’unica regione ad avere queste sostanze nocive, quasi che fossimo noi gli appestati e quelli colpevoli di aver inquinato l’acqua. Finalmente sta emergendo la verità: non solo il Veneto, ma anche altre regioni settentrionali e, non solo, stanno scoprendo di essere state colpite da queste sostanze. Alcune, inoltre, non lo sanno ancora in quale stato di salute si trovi il proprio territorio in quanto non si sono attrezzate adeguatamente per affrontare il monitoraggio. Pare che, essere i primi, qui in Italia, sia solo uno svantaggio, almeno per la nostra esperienza, dove son tutti pronti ad accusare e denunciare prima ancora di approfondire il tema”.
“Ribadisco che servono urgentemente limiti di legge nazionali altrimenti le procure saranno in difficoltà ad affrontare tutte le denunce che emergeranno da qui in avanti – conclude l’Assessore -. Anche questo lo dico da anni e, finalmente, è la stessa Commissione a riconoscere che la competenza nel fissare i limiti “spetta inequivocabilmente!” allo Stato. Auspico, pertanto, che lo Stato agisca al più presto in modo tale da prevenire ed evitare altre tragedie ambientali e sanitarie su cui il Veneto, per primo, ci ha fatto i conti e ci ha messo la faccia, senza però perdere tempo e agendo con azioni forti”.













