Figli di famiglie (anche) perbene, ma dediti a violenze, furti ed estorsioni: parliamo di giovanissimi, spesso appena adolescenti, che passano il loro tempo a delinquere. Più volte in città si è parlato di questo fenomeno e spesso il tema è stato dibattuto anche dalle autorità cittadine.
A portare l’attenzione sull’argomento è stato ieri anche il sindaco Sboarina: “Il problema delle baby gang, a Verona come in altre città è sempre più frequente. Su tale questione è stato deciso di fare a breve un incontro con il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale”.
Ma non basta. Già lo scorso 21 gennaio, durante Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza si era deciso di intensificare i controlli con le unità cinofile antidroga nei luoghi di incontro di questi giovani e nelle scuole, molti di questi infatti sono stati trovati a consumare sostanze stupefacenti.
Di certo le restrizioni provocate dal Covid hanno aumentato la frustrazione di tanti ragazzi, che sono sfuggiti ai genitori, magari perché assenti, facendosi coinvolgere in “giri” pericolosi. E da qualche tempo questo fenomeno non riguarda solo i maschi, ma anche le ragazze, che si riuniscono in gruppi tutti al femminile per bullizzare compagne di scuola e non solo.
Un fenomeno sociale che va seguito da vicino e di cui troppo spesso i genitori sono gli ultimi ad accorgersene; a volte per paura o vergogna non si fa niente, tanti credono che siano “cose da ragazzi” e che siano loro a doversene occupare, ma c’è differenza tra uno screzio tra coetanei e una minaccia con un coltello.













