Nel 1898, a 17 anni, Guccio Gucci (1881-1953) decide di emigrare all’estero da solo per fare fortuna. Nato da una famiglia storicamente fiorentina, la lascia in polemica e in lite col padre, Gabriello Gucci, la cui bottega artigiana di cappelli di paglia è fallita, vittima di una crisi del settore.

La sua meta è prima Parigi, poi Londra, allora capitali di Imperi mondiali: cerca lavoro immediatamente e viene assunto come facchino d’albergo al Savoy Hotel, uno dei più esclusivi al mondo.Mentre lavora, egli rimane a stretto contatto con gente altoborghese o di alto rango, circondato dal lusso e dalla ricchezza, acquistando uno spiccato senso del gusto, della qualità e dello stile.Ad affascinarlo sono i preziosi bagagli, le borse e valigie dei prestigiosi ospiti.
14 marzo 1925. È il giorno in cui un concerto di musica classica fu trasmesso in diretta dall’Hotel Savoy di Londra fino all’altra sponda dell’Atlantico, per essere ricevuto e ascoltato in diverse città degli Stati Uniti d’America. Si tratta del primo collegamento in radiodiffusione tra due nazioni divise dall’Oceano.
A Verona l’esemplare unico al mondo di radio brandizzata Gucci che fa parte della collezione Chiantera Museo della radio.
Un esemplare unico che sdogana la radio come oggetto tecnologico e rilancia la stessa ad opera d’arte iconica simbolo del 900 appena trascorso. Verona sempre più capitale comunicativa mondiale.













