“Serve una visione della città e ha ragione il Presidente di Confindustria Boscaini: in questi anni c’è chi ha pensato che Verona fosse la tela di Penelope, disfacendo tutto ciò che era stato fatto in precedenza – dice Flavio Tosi -. L’attuale Sindaco Sboarina purtroppo in questi anni si è distinto nel disfare, mentre serve fare”.
Tosi fa un esempio: come migliorare l’impatto ambientale sulla città? “Non certo con l’ideologia fanatica di certa sinistra – dice Tosi -, purtroppo in questi anni sposata anche da Sboarina e dalla fida Segala (assessore all’Ambiente) con scelte grottesche, inutili ed evanescenti come i Mobility Day, che nascondevano la polvere sotto il tappeto, cioè stressavano di smog e auto i quartieri per tenere illibato con i divieti il centro. Oppure penso alle politiche punitive contro anziani, lavoratori e fasce meno abbienti della popolazione che si sono visti vietare la circolazione delle auto euro 4 nei giorni feriali”.
“Servono piuttosto – insiste Tosi – misure strutturali e non mordi e fuggi. In primis scelte di discontinuità, con seri e corposi investimenti, per incentivare l’uso dei mezzi pubblici. L’esempio viene da Genova, dove il Sindaco di centrodestra Marco Bucci ha fatto stanziare alla Amt genovese 600 mila euro per rendere gratuiti, intanto per quattro mesi, bus, metro, funicolari, ascensori e cremagliere. Si può fare anche a Verona come inizio di una prospettiva più a lungo termine: condivido l’idea di Bucci di intendere il trasporto pubblico come servizio, significa abbassare il costo delle tariffe, da riscuotere – a chi usufruisce dei mezzi -periodicamente, come accade con le bollette. I soldi il Comune li ha, se pensiamo che in questi ultimi due anni Sboarina, per non saper investire un euro, ha avanzato una trentina di milioni ad esercizio di bilancio”.













