Ci sono grandi manovre all’orizzonte in vista delle elezioni amministrative per Verona 2022 che si terranno, a meno di uno slittamento causa Covid, in tarda primavera anche se sulla data al momento regna ancora l’incertezza. Dubbi anche sui possibili candidati, con l’attuale sindaco Federico Sboarina che, nonostante abbia manifestato l’intenzione di correre per un secondo mandato, non ha ricevuto ancora il pieno e trasparente appoggio di tutto il centrodestra scaligero.
In corsa c’è infatti anche Flavio Tosi: l’ex sindaco, a prescindere da quello che decideranno di fare i partiti, in queste elezioni amministrative scenderà in campo con delle liste civiche. Dell’area del centrodestra moderato fa parte anche il candidato sindaco, Michele Croce, con il movimento civico Prima Verona.
Nel centrosinistra invece prende forma la candidatura di Damiano Tommasi, ma restano da delineare i contorni della coalizione che sosterrà l’ex calciatore. Di sicuro il Movimento Civico Traguardi che l’aveva proposto già in tempi non sospetti, poi il Partito Democratico e infine Sinistra in Comune. Rimarrebbero i pentastellati, che a Verona sembrano scomparsi e, piuttosto di proporre un loro candidato, c’è da pensare che propenderanno verso il nome scelto dal centrosinistra, linea adottata anche a livello nazionale.
Una strada tutta in salita quella della sinistra: infatti, tolti i primi anni del dopoguerra e la parentesi di Paolo Zanotto, che è stato sindaco del tandem DS-Margherita dal 2002 al 2007, Verona è sempre stata amministrata da Giunte di centrodestra. Nel 2017 alle elezioni veronesi ad imporsi è stato Federico Sboarina che, grazie all’appoggio della maggioranza dei movimenti del centrodestra al ballottaggio, ha avuto la meglio su Patrizia Bisinella, la candidata tosiana di Fare!.
E si riparte da qui, dove per mettere un po’ di pepe in più e rendere ancora più difficoltose le trattative in corso tra i partiti e le liste ci si mettono anche i sondaggi, visto che quelli presentati dai vari istituti mostrano degli scenari anche diametralmente opposti se messi a confronto gli uni con gli altri.
Veniamo al primo sondaggio, presentato a inizio anno, realizzato da Arcadia, per Prima Verona, che prospettava due scenari, il primo:
- Federico Sboarina -35,5% (sostenuto da FdI, Lega, Verona Domani, Forza Italia e civiche)
- Damiano Tommasi – 28%
- Flavio Tosi – 26,8%
- Michele Croce – Prima Verona 5,1%
- Candidato M5s: 2,6%
- Altri – 2%
In un secondo scenario con alleanze diverse invece, quindi senza la Lega, l’attuale sindaco perderebbe quasi il 5% dei voti a favore di altre realtà.
Veniamo poi al più recente sondaggio di Swg per conto della Lega, pubblicato il 17 novembre, dove la situazione sarebbe la seguente:
- Federico Sboarina – 39%
- Damiano Tommasi – 32%
- Flavio Tosi – 17%
- Candidato M5S – 4%
- Altri – 8%
Per Swg un ballottaggio tra Sboarina e Tommasi sarebbe inevitabile, con i voti di Tosi che a quel punto diventerebbero decisivi per l’esito di questo intricato voto amministrativo nella città scaligera, voti che probabilmente confluirebbero nel calderone della sinistra. E la paura della Lega è proprio che non si riesca a vincere al primo turno e così, per evitare il peggio, da qualche mese il Carroccio sta pensando ad una “terza via”, un candidato che faccia fare un passo indietro a Sboarina e a Tosi, che ancora però non è stato trovato. In molti hanno fatto il nome di Giorgetti, ma ad oggi il tutto è avvolto dal fumo.
Infine, l’ultima indagine pubblicata – che sembra voler trovare i numeri per convincere la Lega a sostenere la ricandidatura dell’attuale sindaco, è stata quella realizzata da Tecnè per Fratelli d’Italia in data 22 novembre, dalla quale risulta:
- Federico Sboarina – 52,6%
- Damiano Tommasi – 30,1%
- Flavio Tosi – 12,8%
- Altri – 4,5%
- Astensione/incerti – 35,7%
Sboarina secondo questa previsione sarebbe oltre la soglia della maggioranza assoluta, cosa che gli consentirebbe di ottenere la vittoria già al primo turno, ma inutile dire quanto questo sondaggio non sia piaciuto tanto a destra quanto a sinistra. La Lega infatti si è detta perplessa sulla possibilità di un risultato così schiacciante e per il momento temporeggia. Anzi, invita i Veronesi a partecipare al sondaggio “Scrivi la tua Verona”, nel quale chiede agli elettori di condividere idee e progetti per il futuro. Quasi a voler capire se ci sia margine o meno per continuare a lavorare con l’attuale sindaco.
Questo susseguirsi di sondaggi, se da una parte cerca di rinsaldare le sicurezze delle forze politiche, dall’altra viene interpretato dagli sfidanti della sinistra come un segno di confusione e di debolezza all’interno della compagine del centrodestra. Tommaso Ferrari e Pietro Trincanato, rispettivamente consigliere comunale e presidente di Traguardi hanno fatto notare che “nel centrodestra, la sfida non avviene a colpi di proposte e progetti per Verona, ma a colpi di sondaggi dagli esiti diametralmente opposti e dunque inattendibili”.
Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha commentato: “La guerra dei sondaggi serve ai partiti di centrodestra non per ascoltare i veronesi ma per mettersi in mostra a scapito delle altre fazioni politiche. Una logica di guerra tra bande che non ha nulla di politico, assomigliando più ad una zuffa continua. Di questo passo il centrodestra arriverà alle elezioni dilaniato”.
A dire la loro sono anche i consiglieri del PD veronese Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, “al di là dei numeri, da che mondo è mondo il miglior biglietto da visita per un sindaco uscente che si ricandida per un secondo mandato sono le sue realizzazioni, quanto fatto in cinque anni di governo della sua città. Ma su questo Sboarina non può portare nulla di particolare a suo vanto. Il centrodestra spara sondaggi perché non ha argomenti per giustificare una ricandidatura di Sboarina o Tosi o Giorgetti. Minestre riscaldate rispetto alle quali, secondo noi, la città vuole voltare pagina”.













