Verona scende dal sesto all’ottavo posto rispetto al 2020: a pesare il giudizio su ambiente, sicurezza sociale e anche istruzione, migliora invece per quanto riguarda il lavoro e i reati. La qualità della vita della nostra città – studiata da Italia Oggi e Università La Sapienza in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla 23ª edizione – è ancora tra le dieci migliori d’Italia, anche se per quanto riguarda ambiente e sicurezza i voti non sono troppo generosi. Decisamente meglio per quanto concerne lavoro, affari, servizi alla salute e sufficiente anche per reddito e ricchezza e altre voci dove Verona dimostra buoni livelli.
Al primo posto c’è Parma che ha guadagnato ben 39 posizioni, lo stesso importante balzo in avanti lo hanno fatto Torino, Milano, Trieste, Bologna e Firenze. Al contrario, le realtà più piccole scivolano in basso, tra queste Rovigo, Udine, Como, Varese. Ultima della lista è Crotone, penultima Napoli e poi salendo si trovano Foggia, Siracusa, Taranto. Nel mezzo delle 107 province è finita Roma (-4 posizioni).
- La top ten:
- Parma
- Trento
- Bolzano
- Bologna
- Milano
- Firenze
- Trieste
- Verona
- Pordenone
- Monza
Il primato della provincia di Parma deriva dal piazzamento nel gruppo 1 in 4 dimensioni su 9 (in linea con quello conseguito da Pordenone lo scorso anno). Ma non solo. Parma appartiene al cluster Metropoli, ossia il raggruppamento di aree urbane del centro-nord che ha fatto registrare un’ottima capacità di reazione alla pandemia, indiscussa protagonista di questa classifica.
Scendendo sul fondo, invece, ci sono meno sorprese: sopra Crotone ci sono Napoli (era al 103° posto), Foggia, che risale due posizioni, e Siracusa, stabile. A perdere maggior quota è Taranto (da 94ª a 103ª). Quanto a Crotone è nel gruppo di coda in 5 dimensioni (affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, reddito e ricchezza, tempo libero), pur essendo in posizioni di vertice con riferimento alla sicurezza sociale e registrando risultati sopra la media nella dimensione demografica. Inoltre, è nel gruppo 2 nella dimensione del sistema salute e nel gruppo 3 nella dimensione relativa a reati e sicurezza.













