A seguito della ripresa degli spostamenti e dell’impennata del prezzo alla pompa della benzina, del diesel e del Gpl per autotrazione, l’Ufficio studi della CGIA stima che quest’anno l’erario incasserà un extra gettito di circa 1 miliardo di euro.
Dal Veneto la quota di prelievo potrebbe aggirarsi tra i 100 e i 120 milioni di euro, in parte ascrivibili ai consumi delle attività che usano quotidianamente gli automezzi per motivi di lavoro nella nostra regione: come i 610 autonoleggiatori con conducente; i 735 titolari di licenza taxi; le 9.200 aziende di autotrasporto e i 22.330 agenti di commercio. Complessivamente, ricorda l’Ufficio studi della CGIA, in Veneto la consistenza del parco veicoli in circolazione ammontava, secondo i dati dell’ACI, a 4.203.000 unità, di cui 3.198.100 auto; 509.600 moto; 412.800 autocarri; 20.700 motrici per semirimorchi, 7.100 autobus; quasi 6.000 motocarri e 48.650 altri veicoli.
Come mai le casse dello Stato beneficeranno di questo surplus da 1 miliardo? A fronte dell’aumento dei prezzi del greggio registrato a partire dall’inizio di quest’anno, per lo Stato, che applica sulla base imponibile dei carburanti l’Iva al 22%, il gettito è aumentato. Se si tiene conto che questa base imponibile contiene anche le accise, questo è un tipico esempio di doppia tassazione, ovvero di “una tassa sulle tasse”.
A questo punto è superfluo ricordare che il prezzo alla pompa della benzina, del diesel e del Gpl per autotrazione non è determinato dallo Stato; tuttavia, l’aumento del costo dei carburanti registrato nel 2021 ha fatto senz’altro bene al fisco, per nulla al portafoglio degli automobilisti.
Per questo motivo la CGIA chiede al Governo di restituire, in particolar modo agli autotrasportatori e a chi utilizza quotidianamente un autoveicolo per ragioni di lavoro (taxisti, autonoleggiatori, agenti di commercio, ecc.), questo “tesoretto” da 1 miliardo di euro, aumentando, ad esempio, il credito di imposta sui carburanti previsto ogni anno a queste categorie in sede di dichiarazione dei redditi.
Nel 2021 i prezzi alla pompa dei carburanti hanno subito degli aumenti importanti. La benzina, ad esempio è passata da un costo medio di 1,47 euro/litro registrato a gennaio fino a 1,72 euro/litro rilevato a ottobre (variazione +17%). Il diesel, invece, costava 1,34 euro/litro ad inizio anno; oggi il prezzo medio ha raggiunto 1,58 euro/litro (+17,9%). Il Gpl, infine, a gennaio ammontava mediamente a 0,63 euro/litro; 9 mesi dopo i proprietari di veicoli alimentati a gas pagano 0,79 euro/litro (+25,4%).













