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L’allarme di Atv: tra malattia e dipendenti senza Green pass molti passeggeri rischiano di restare a terra

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Anche tra i dipendenti di Atv ci sono ancora persone senza Green pass – non entriamo nel merito della necessità di farsi o meno il vaccino, scelta che deve essere libera e responsabile -, ma il problema restano le migliaia di utenti che tutti i giorni rischiano di restare a piedi. Solo ieri in città sono saltate più di 200 corse.

A preoccuparsi dei possibili disagi è la stessa Azienda che quotidianamente aggiorna gli utenti sullo stato dei servizi. Per domani, a causa della mancanza di autisti, salteranno altre corse e non si esclude che i problemi potrebbero continuare anche nei giorni seguenti.

Inoltre, tra il personale che in questi giorni manca all’appello non ci sarebbero solo persone senza Green pass, ma anche altri che sono ricorsi alla malattia sperando di scampare all’obbligo del certificato. Ma a detta dei vertici dell’Azienda: “Il Green Pass è obbligatorio anche in caso di malattia. L’INPS sta preparando una circolare per chiedere che assieme ai certificati di malattia venga controllato anche il possesso della certificazione verde”.

A dirlo Stefano Zaninelli, direttore generale di ATV che in un’intervista pubblicata sul ‘Corriere di Verona’ ha precisato: “L’azienda non ha ancora escluso di valutare una richiesta di risarcimento danni per i disservizi causati dal mancato svolgimento dell’attività a causa dell’assenza di regolare Green Pass”.

A quanto pare infatti, nella sola giornata di ieri, sono stati presentati dai lavoratori 45 certificati di malattia, un numero anomalo che non passa di certo inosservato. Ma a quanto si evince dalla normativa, questa ‘misura’ non sarebbe una giustificazione sufficiente per evitare la sospensione dello stipendio, sanzione imposta per la mancanza di Green pass.

Insomma, anche se quotidianamente, tra vaccini e tamponi, tantissime persone cercano di impossessarsi del prezioso certificato (solo ieri ne sono stati scaricati oltre 900mila), resta una buona fetta della popolazione che si sottrae all’obbligo e cerca di scampare anche ai controlli.

Resta però una perplessità di fondo, alla quale si fa fatica a trovare una risposta: perché a chi guida il bus è richiesto il certificato e a chi lo prende no?. Le regole o valgono per tutti o non valgono per nessuno.



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