Partiamo dall’inizio: il 15 ottobre è entrato in vigore l’obbligo del Green pass per tutta una serie di attività, che riguardano anche il Comune di Verona. Ma non tutti hanno il certificato verde, nemmeno tra i consiglieri comunali.
Tra questi c’è anche il leghista Alberto Zelger che, proprio nel giorno dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass, si è presentato in municipio privo del certificato, chiedendo di poter recarsi nell’ufficio del gruppo consiliare del suo partito, facendosi forte del suo mandato ottenuto dai cittadini e del suo diritto di esercitarlo.
Come c’era da aspettarselo in molti gli hanno puntato il dito contro e la Polizia locale sta ultimando il rapporto per mettere ordine alla questione e adesso dovrebbe provvedere a notificare al consigliere la sanzione prevista dal Dl che regolamenta l’obbligo del Green pass, che va da 600 e 1.500 euro. Ma Zelger è già pronto alla contromossa e a ricorrere nelle sedi preposte.
Ma veniamo adesso ai fatti più recenti: giovedì prossimo il consiglio comunale di Verona non si riunirà in presenza, per l’ennesima volta. Infatti, la proposta presentata dai consiglieri comunali Michele Bertucco e Federico Benini in sede di conferenza dei capigruppo è stata bocciata dalla maggioranza “accampando scuse di ogni genere”.
“La realtà è ben diversa, si vuole accontentare il consigliere Zelger, che essendo uno scatenato no vax ha violato le disposizioni pur di entrare nella saletta del gruppo consiliare – dicono -. La maggioranza vuole impedire ulteriori incidenti diplomatici e si piega alla volontà del consigliere leghista”.
“Nel frattempo in tutta Italia le assemblee consiliari si riuniscono in presenza – spiegano dall’opposizione -, naturalmente con tutti gli accorgimenti previsti dalle normative per garantire il distanziamento e la tutela della salute. A Verona, non è possibile. Il consiglio comunale in presenza non s’ha… da fare”.













