Senza il Green pass dal 15 ottobre non si potrà entrare in nessun luogo di lavoro, pubblico o privato. Arriva la tanto attesa (e temuta) estensione del certificato verde, che sarà accompagnata da controlli e sanzioni, allo scopo, secondo i ministri, di “continuare ad aprire il Paese” ed evitare nuove chiusure. Il via libera del governo è unanime, a dispetto dei malumori di Matteo Salvini e di una parte della Lega. Il Green pass quindi diventa obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro e andrà ad incidere direttamente sulla vita di 23 milioni di italiani, di cui 14 milioni e 700mila impiegati nel settore privato.
Il via libera al “super Green pass” arriva dopo una lunga discussione in cabina di regia e il confronto serrato con le Regioni. Non passa la richiesta dei sindacati e della Lega di tamponi gratis per tutti i lavoratori non vaccinati, ma varranno solo per gli esonerati dal vaccino e le farmacie saranno obbligate ad applicare prezzi calmierati per tutti.
ECCO TUTTE LE MISURE
L’estensione del Green pass ha come obiettivo primario quello di dare una spinta alla campagna vaccinale, necessaria a raggiungere entro la metà di ottobre l’80% della popolazione. Ai lavoratori, ma anche ai sindaci, ai governatori, ai vertici istituzionali, viene dato un mese per adeguarsi, con la prima dose di vaccino. Poi dalla metà di ottobre per accedere ai luoghi di lavoro se non vaccinati o guariti dal Covid si dovrà fare un tampone ogni 48 ore (72 ore se molecolare), altrimenti si incorrerà nella sospensione dal lavoro o dallo stipendio e in multe fino a 1500 euro.
Il Green pass sarà necessario per dipendenti pubblici, autorità indipendenti, Bankitalia, per tutti i detentori di cariche elettive o istituzionali, per tutti i lavoratori privati, sia i dipendenti, che gli autonomi, dagli avvocati agli architetti, dagli idraulici, fino alle colf e le badanti (non è previsto per i mezzi di trasporto pubblici).
Quanto alle sanzioni, non si potrà arrivare al licenziamento del lavoratore, ma si procederà con lo stop allo stipendio, che partirà dopo cinque giorni di ingresso al lavoro senza Green pass, sia nel pubblico sia nel privato.
E poi per i mancati controlli dei datori di lavoro multe da 400 a 1000 euro, per le violazioni dei lavoratori da 600 a 1500 euro. Qualche tensione poi si registra sulla richiesta del ministro Dario Franceschini di eliminare da subito i limiti di capienza per cinema e teatri, dal momento che si entra con il Green pass.
Entro il 30 settembre il Cts si pronuncerà sul distanziamento in tutti i luoghi chiusi, anche quelli di lavoro, poi il governo valuterà se cambiare le regole, per gli eventi – l’orientamento pare favorevole – ma anche nelle fabbriche. Giorgetti ottiene che si valuti anche la riapertura delle discoteche (cavallo di battaglia leghista) e chiede che per i lavoratori sospesi i datori non paghino i contributi previdenziali.













