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Paralimpiadi, gli atleti veronesi fanno sognare: oro nel nuoto per Stefano Raimondi

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Arriva ancora dal nuoto il quarto oro dell’Italia alle Paralimpiadi di Tokyo. Lo conquista Stefano Raimondi nei 100 rana categoria SB9. L’azzurro domina dalla prima all’ultima bracciata e tocca in 1’05″35 precedendo i russi Artem Isaev (1’07″45) e Dmitri Bartasinskii (1’08″06).

“Dopo il bronzo di Bettella e l’argento di Beggiato, ecco l’oro di uno straordinario Stefano Raimondi – commenta il presidente della Regione Luca Zaia -. Siamo al secondo giorno di gare alle Paralimpiadi e ci troviamo già di fronte a un podio tutto veneto, con tre medaglie, tre colori diversi ma con un unico comun denominatore: l’orgoglio e la gratitudine di tutto lo sport del Veneto per ragazzi che potrebbero insegnare il senso vita a mezzo mondo”.

“Ho vinto l’oro? Devo ancora rendermene conto, se ci penso mi viene la pelle d’oca – dice a caldo il campione -. Aspetto di salire sul podio per godermela al massimo. Il quarto posto di ieri mi era veramente rimasto sullo stomaco, ci ho ripensato tutta la notte. Stamattina non abbiamo fatto la batteria e avevo un’unica occasione per sfogarmi: è venuto fuori un bel tempo, sono contento”.

“Non ci sono parole – aggiunge il presidente – per festeggiare adeguatamente questo trionfo, perché la storia di Stefano è di quelle che potrebbero fare da sceneggiatura per un film”. Raimondi era un ragazzo come tanti, classe ’98, originario di Soave, appassionato di nuoto fin da giovanissimo con una grande carriera davanti a sé, finché un incidente in moto non ha trasformato i suoi sogni in incubi.

Stefano pensa che sia tutto finito, ma grazie alla spinta e al sostegno dei genitori rientra in piscina e si riprende pian piano dallo shock emotivo che si porta sulle spalle. Torna alle gare più forte e determinato di prima, abbatte i propri record e cambia la tecnica di nuotata per sopperire alla debolezza della gamba che non risponde più come prima. E ricomincia a vincere, fino all’oro di oggi, conquistato al suo esordio olimpico.

Partenza con il botto anche per la pongista veronese Michela Brunelli che batte 3-0 la messicana Edith Sigala Lopez e stacca il biglietto per gli ottavi di finale.

Questi ragazzi e ragazze sono un esempio di impegno e sacrificio; la loro determinazione nello scendere in campo, nonostante tutte le traversie della vita, incarna i più alti e autentici valori dello sport. I loro avversari non sono semplicemente quelli nell’altra corsia o dall’altra parte del campo, ma i loro stessi limiti e allora la vittoria acquista un significato diverso, vuol dire aver trovato il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo per riaffermare se stessi, contro tutte le difficoltà.



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