Proseguono gli incontri nei quartieri del sindaco Federico Sboarina per saggiare con mano problemi e necessità dei cittadini veronesi. Ieri il primo cittadino era in 6ª Circoscrizione per ascoltare le istanze di residenti e consiglieri. E tra le altre questioni, diversi problemi legati a traffico e mobilità riguardavano principalmente il filobus.
Alla domanda se il filobus si farà o no, il sindaco ha spiegato che sebbene il progetto sia ancora quello vecchio (con cavi e fili), Comune e Amt stanno lavorando per modificarlo mantenendo però sempre la guida vincolata, ma senza fili e con stazioni di ricarica alle fermate. E pare che in quel caso il Ministero potrebbe decidere di sbloccare i fondi utili per procedere con i lavori.
Chissà che con il cambio della guardia alla presidenza di Amt adesso le cose non possano finalmente procedere per il verso giusto. Ma non tutti la pensano così: “Amt – dice Flavio Tosi – versa in uno stato delicato e preoccupante, l’ente è al limite del dissesto economico. Ce l’ha portato la gestione Sboarina. I vertici da lui designati sono stati costretti, per manifesta incapacità, a usare milioni della cassa dell’ente per finanziare un filobus mai nato e ancora in alto mare: infatti non solo hanno sbagliato a presentare la documentazione per ricevere i fondi statali da me pattuiti, ma si sono fatti interrompere le linee di credito da un noto istituto di credito cittadino”.
Non ci va giù leggere l’ex sindaco che continua: “La situazione è preoccupante, come la cappa di silenzio assordante sceso sull’argomento filobus. I vertici dell’ente sono usciti dal letargo solo per rispondermi sguaiatamente dopo che ho segnalato a Corte dei Conti e Anac la strana nomina di una figura chiave del Filobus, il RUP, peraltro a 70 mila euro annui di soldi dei contribuenti. Fatto sta che l’ultimo bilancio di Amt segna un altro rosso di 2,5 milioni ripianati dal Comune. Andiamo avanti così? È questo il senso di responsabilità e la dirittura morale di chi gestisce soldi pubblici e il destino di centinaia di dipendenti?”.
Tosi poi sottolinea: “La situazione finanziaria di Amt è asfittica e anche sul filobus regna il caos più assoluto. I cantieri sono stati chiusi solo temporaneamente dopo oltre due anni di disagi per i cittadini, in cambio di un nulla di fatto. Sboarina dice che sta trattando con Ministero e ditte appaltanti per un nuovo progetto, ma è una balla per temporeggiare fino al voto dell’anno prossimo. In realtà i termini contrattuali per farlo sono scaduti a maggio e, se volessero, le ditte potrebbero riaprire i cantieri già domani. Morale? Il Comune e Amt rischiano seriamente contenziosi milionari e la città di ricominciare tutto daccapo con nuovi cantieri”.
Sulla questione si inserisce anche il leader di Prima Verona Michele Croce: “Quattro anni di nulla se non cantieri abbandonati e più di 11 milioni inutilmente spesi, le responsabilità di questo sindaco sono enormi e anche lui come spesso accade per i politici è un campione dello scaricabarile, avesse ascoltato i comitati no filobus quattro anni fa avrebbe risparmiato soldi e i bus elettrici sarebbero già in funzione”.


















