“Con la consegna della cittadinanza onoraria a Dante si realizza la mia proposta votata in Consiglio comunale nel febbraio 2018, su istanza della società Dante Alighieri, comitato di Verona. C’è voluto tempo, ma ormai conosciamo l’attendismo e la timidezza dell’attuale Sindaco”. Sorride il Consigliere regionale e comunale Alberto Bozza, la cui proposta fu presentata e votata all’unanimità dal Consiglio comunale l’8 febbraio 2018.
“Ciò che conta comunque – continua Bozza – è l’omaggio al Sommo Poeta e il riconoscimento ufficiale del legame profondo tra Verona e Dante. Un legame però che l’Amministrazione, in occasione delle celebrazioni del Dantedì o degli eventi di queste settimane, non ha saputo valorizzare, né condividere con la città e nemmeno con i discendenti di Dante. È mancata la collegialità e la condivisione nella stesura delle iniziative; e ricordiamo le parole di Pieralvise Serego Alighieri, che ha detto di non essere stato coinvolto e non lo sarà neppure domani”.
Inoltre, riflette Bozza, “c’è stata una scarsa comunicazione con i mass media nazionali e non si è riusciti a promuovere e veicolare fuori città il binomio Dante-Verona. L’impressione, insomma, è che non si sia sfruttato l’enorme potenziale, anche a livello di immagine, di questo rapporto. È un fatto che la vetrina nazionale sia andata a città come Firenze e Ravenna, che non a caso hanno saputo fare sinergia con iniziative congiunte. La capacità di fare rete invece è mancata sul piano politico a Verona. C’è stato, va detto, un certo cattivo provincialismo che spesso caratterizza l’operato dell’attuale Sindaco sul piano culturale e che desta molto rammarico se pensiamo all’importanza nazionale ed internazionale della nostra città dal punto di vista storico e artistico”.


















