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Pd: “Anagrafe in edicola? Siamo alla frutta”

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“Anziché preoccuparsi di ripristinare, come sarebbe logico e doveroso visto il parziale rientro dello stato di emergenza sanitaria, gli ordinari servizi anagrafici comunali, l’assessore di Bardolino del Comune di Verona Stefano Bianchini si inventa di coinvolgere soggetti terzi per erogare un servizio che i dipendenti e le strutture comunali sono perfettamente in grado di svolgere autonomamente e in efficienza, con in più l’aggravante di caricare la popolazione più anziana di costi aggiuntivi che non sarebbero dovuti”. Lo dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani riguardo la decisione del Comune di attivare il servizio di ritiro dei certificati demografici nelle edicole.

L’assessore ai Servizi demografici Stefano Bianchini sostiene invece che questa iniziativa sia “Un passo avanti verso la digitalizzazione a portata di tutti. Dopo essere stati una delle prime venti città italiane a fare lo Spid online, ora vogliamo attivare un nuovo servizio di prossimità, una modalità per avvicinare i nostri sportelli alla cittadinanza ed evitare code e perdite di tempo, soprattutto per chi non ha la possibilità di fare tutto da casa collegandosi online”.

I consiglieri del Partito Democratico sottolineano che “A suo modo, l’assessore Bianchini ha finalmente capito che non tutti gli anziani sono in grado di far fronte autonomamente alla digitalizzazione dei servizi comunali. Ma la cattiva notizia è che detti anziani, come se questa carenza di competenza fosse una colpa, dovranno pagare di tasca propria per godere di servizi che per il resto dei cittadini sono, di base, gratuiti”.

“Non è soluzione accettabile e non è nemmeno originale – concludono Benini, Vallani e La Paglia -. Milano lo ha fatto mesi fa nel pieno dell’emergenza sanitaria, e poteva avere un senso. Ma nelle condizioni attuali, a chi giova? Prima di imporre nuovi costi Bianchini ha pensato a coinvolgere il volontariato e il privato sociale? Visto che il disservizio, con la chiusura delle anagrafi periferiche, è causato dal Comune, perché non ce li mette l’assessorato di Bianchini i soldi necessari a remunerare gli edicolanti? Chiediamo più serietà e trasparenza: si riaprano le anagrafi periferiche mettendo fine a questa inglorioso siparietto”.



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